Un pezzo di storia tra le abitazioni di Palese: i pagliari (‘paghiar’ in dialetto) sono antiche costruzioni in pietra che spuntano tra i vicoli del quartiere, vere e proprie case risalenti con molta probabilità alla fine dell’800. Gli insoliti scatti social che ne ritraggono alcuni in via Fiume, catalizzano la curiosità degli utenti sul web.
Non si hanno molte informazioni su queste affascinanti casupole, ma sappiamo che furono edificate quando tra il 1700 e il 1800 molti contadini si trasferirono a Palese per via dell’enfiteusi. “All’epoca la campagna era brulla – spiega a Telebari Gianni Serena, memoria storica, scrittore e commediografo – queste case sorsero quando i latifondisti bitontini e modugnesi concessero ai contadini le terre per la miglioria. Poi Palese cominciò a popolarsi cospicuamente, e così la gente invece che venire a lavorare la mattina e tornarsene nel proprio paese d’origine, decise di stabilirsi definitivamente qui”.
Purtroppo oggi i pagliari di Palese sono dismessi e versano in condizioni di abbandono, fungendo addirittura da ricettacolo per i topi. L’ideale sarebbe recuperare le strutture (anche a fini ricreativi o turistici) come è avvenuto in altre città, ma lo stesso Serena sottolinea che mettere in pratica questo progetto non è semplice. “E’ facile parlare di quanto sia importante preservare i pagliari”, ci dice, sottolineando che però la manutenzione non è qualcosa a cui possono accedere tutti. La triste realtà è che questi piccoli monumenti del passato, se non adeguatamente curati, sono destinati ad un progressivo degrado: secondo Serena in questi casi l’unica soluzione rischia di essere purtroppo l’abbattimento. Ma la speranza è che gli antichi pagliari non scompaiano per sempre dalle strade di Palese, per poter ancora raccontare e tramandare gli aneddoti della nostra civiltà contadina.








