(Video di Giuseppe Bellino)
È arrivata nel porto di Bari la nave Geo Barents, l’imbarcazione di Medici senza frontiere (Msf) con a bordo 605 migranti soccorsi nei giorni scorsi in mare, al largo della Sicilia. Tra loro ci sono 151 minori (111 dei quali senza accompagnatori, in 20 hanno meno di 13 anni) e 11 donne. Provengono da Siria, Bangladesh, Palestina, Egitto, Pakistan, i casi sotto osservazione dal punto di vista clinico sono 24 di cui 14 più urgenti.
Oltre a sei ambulanze e a personale medico che, in vari turni, rimarrà nel porto per tutta la giornata, sono stati messi a disposizione otto posti letto per i minorenni nelle pediatrie degli ospedali San Paolo di Bari, ad Altamura, Corato e Monopoli. E sono stati allertati i reparti di ortopedia, oculistica e medicina per la presa in carico degli adulti. Anche il Policlinico di Bari ha predisposto il servizio di assistenza sanitaria per i minori, che saranno i primi a sbarcare dalla nave assieme ai soggetti con criticità.
Le operazioni di sbarco sono iniziate intorno alle 9. Precedenza è stata data ai casi sanitari più urgenti, poi si procederà con donne e minori: sulla nave ci sono anche bimbi molto piccoli. Una volta a terra, ai migranti vengono dati kit igienici, scarpe o ciabatte e viene loro misurata la temperatura. I sospetti casi Covid vengono poi sottoposti a tampone.
“I miei figli hanno perso la loro infanzia. Ero terrorizzata per la loro vita e sono davvero grata di essere qui adesso”, ha detto la 30enne Abia, siriana, a bordo della Geo Barents e la cui storia è stata resa pubblica da Msf. “Spero che l’Europa abbia per loro solo cose belle e che possano avere un’infanzia serena”, ha aggiunto. I migranti arrivati a Bari “erano partiti dalla Libia con un peschereccio e sono rimasti in mare per quattro giorni. Ci hanno raccontato di un viaggio pericolosissimo e drammatico, in cui hanno finito cibo e acqua e sono rimasti a lungo senza soccorsi”, ha affermato Fulvia Conte, responsabile soccorsi della nave Geo Barents.
“Ci hanno parlato delle sofferenza atroci subite in Libia. Alcuni sono stati torturati davanti ai propri figli”, ha continuato. “I bambini sono sollevati perché finalmente sono in un posto sicuro insieme alle proprie famiglie. Avranno però bisogno di cure sia mediche sia psicologiche, perché sono stati testimoni e vittime di situazioni drammatiche. La maggior parte dei più piccoli, però, almeno fisicamente sta bene”, ha sottolineato la responsabile soccorsi della Geo Barents, evidenziando che “qualcuno ha partenti in Europa, altri sono partiti senza destinazioni precise per fuggire da posti che sono comunque peggiori del mare”. Conte ha spiegato le difficoltà delle operazioni di soccorso, “soprattutto per l’altissimo numero di persone da salvare. Noi operiamo con due gommoni che possono portare otto persone, e da salvare ce n’erano più di 600. Fortunatamente il mare non era troppo agitato e a coordinare le operazioni c’era la guardia costiera. In totale il soccorso è durato circa tre ore”, ha concluso.




