Si chiamava Gabriel Aurelian Petrescu ed aveva 23 anni, il giovane operaio travolto da un’auto questa mattina, 6 giugno, mentre lavorava ad un cantiere lungo la strada provinciale 231, in territorio di Terlizzi. Si era trasferito da piccolo con il papà dalla Romania, nazione di origine della sua famiglia, e da adolescente aveva frequentato l’IPC “Tandoi” di Corato, cittadina del nord barese che aveva accolto lui ed i suoi genitori. Aveva due sorelle gemelle, più piccole, a cui era legatissimo ed amava il calcio oltre ogni misura, lui che portava lo stesso cognome di un nazionale rumeno che in Puglia si era fatto conoscere per le sue gesta nel Foggia di Zdenek Zeman.
“Era indubbiamente l’idolo di molte ragazzine – ricorda Mario Sicolo, suo docente, giornalista e poeta bitontino – A novembre scorso ci incontrammo, stavo aspettando l’autobus e, passando, si fermò e mi salutò con il consueto affetto, abbracciandomi. Mi raccontò che stava lavorando da stagionale in un frantoio. Temeva il giudizio della gente, mi spiegò, che a volte, come capita in piccole comunità, lo definiva leggerino nei rapporti sentimentali, ma lui aveva ampiamente messo la testa a posto, direi fosse diventato “saggio”.
“Stamane – è il racconto dolorosissimo del docente – aveva pubblicato una storia su Instagram con l’immagine della strada dove era impegnato e il nome della società di manutenzione presso cui lavorava. Col giubbotto catarifrangente e la bandiera da sventolare stava segnalando il cantiere. E lì è morto”.
A travolgerlo una donna di 45 anni alla guida di una Dacia Sandero, che non lo ha visto e che gli ha subito prestato i primi soccorsi.
“Morire di lavoro, sulla strada, a 23 anni – è il commento del sindaco di Terlizzi, Michelangelo De Chirico – Un dolore immenso, infinito, per tutta la città e una grande rabbia”.
Incredulo e quasi senza parole il sindaco di Corato, Corrado De Benedittis, mentre un vicino di casa della famiglia Petrescu ricorda: “Era un ragazzo dal cuore d’oro. Io l’ho visto letteralmente crescere e, nonostante la sua giovanissima età, si è sempre dato da fare per la propria famiglia, per contribuire al sostentamento dei genitori e delle sue sorelle, facendo vari lavori. Per un periodo aveva anche fatto l’agricoltore, fino a pochi anni fa, quando ha iniziato questo lavoro per conto di un’azienda di manutenzione stradale”. Resta lo sgomento nei suoi ex compagni di scuola e negli amici che lo incontravano in una piazzetta di Corato. Una vita spezzata, un dolore acuto e mille interrogativi sulla sicurezza sul lavoro rimbalzati nei vari commenti dei sindacati.







