I giochi di carte sono ancora oggi molto gettonati in tutta Italia, a dispetto del proliferare delle attrazioni tecnologiche. Al contrario di quanto si potrebbe pensare sono in tanti, infatti, a preferire una partita a carte sul tavolino di un bar o in viaggio ad una sfida ai videogiochi. Nelle regioni del Sud, in particolar modo, queste attrazioni godono di una tradizione che non si è mai persa nel tempo. Ne è un chiaro esempio la Puglia, dove i giochi di carte sono il passatempo principale delle festività. Anche se in pochi sanno come e quando sono nate le carte da gioco, tutti le hanno adoperate almeno una volta, imbattendosi in mazzi di svariate tipologie. A Bari e dintorni sono le carte Federiciane ad essere più comunemente impiegate, anche perché i mazzi francesi non sono i più indicati per dar vita ad alcuni dei tipici giorni locali.
Come noto, i mazzi regionali italiani constano quasi sempre di 40 carte. Teoricamente sarebbe possibile rimuovere gli 8, i 9 e i 10 dai mazzi francesi per praticare qualsiasi gioco anche con questi ultimi, ma per comodità e folklore si adoperano direttamente i mazzi nostrani. In Puglia i giochi più apprezzati risultano essere il Morto e il Sette e Mezzo. Il primo, noto anche come Cucù, prevede che ogni partecipante riceva una sola carta. I giocatori devono poi decidere se tenerla o scambiarla con quella di chi gli siede accanto, seguendo l’ordine prestabilito. Lo scambio non è però automatico, in quanto se il secondo giocatore possiede un re può impedirlo, esclamando per l’appunto “Cucù!” e lasciando l’altro partecipante con un pugno di mosche. Il mazziere è l’unico dei giocatori che può scambiare la propria carta con una prelevata dal mazzo.
Più conosciuto è sicuramente il Sette e Mezzo, nel quale si gioca a turno contro il banco. A differenza di molti altri giochi di carte non è assolutamente necessario raggiungere punteggi molto alti, anzi; talvolta è possibile vincere lasciando che sia il proprio avversario a perdere in automatico, andando oltre i limiti consentiti e dunque “sballando”. In questo gioco, infatti, non è possibile superare la soglia dei 7 punti e mezzo.
Ogni partecipante riceve a inizio turno una carta coperta, il cui valore andrà sommato a quelle che di volta in volta potrà richiedere in aggiunta al banco, che le preleverà dal mazzo. Il re di denari si comporta come jolly ed è conosciuto come “la matta”. Una volta raggiunto un punteggio piuttosto elevato è possibile fermarsi e passare la palla al mazziere, ma se si consegue un 7 e mezzo bisogna dichiararlo subito. A parità di punteggio, è il banco a vincere. Simile al Sette e Mezzo è il Blackjack, che è però di origine americana e annovera regole ancora più articolate e complesse.
A favorire la diffusione del Morto e del Sette e Mezzo è perlopiù il lato sentimentale e tradizionale. Al giorno d’oggi, infatti, i giochi di carte italiani e regionali devono continuamente fare i conti con altri più popolari su scala internazionale, a partire dal Poker o dal succitato Blackjack, come può dimostrare l’offerta di varie sezioni di un casino online e varie guide e approfondimenti disponibili in rete. Sono proprio le regioni come la Puglia o anche la Campania e la Calabria a seguitare nel caricare questi giochi di un significato fortemente culturale. Per gli amanti del genere, infatti, le carte non sono solo dei semplici oggetti da collezione e conservano nei decenni un grande potere aggregante.






