Una storia lunga 30 anni arrivata finalmente a destinazione. Parliamo della infinita vicenda della metro Bari Bitritto. Il primo treno entrerà in funzione a dicembre; Rfi, attuale proprietaria della linea, ha già inviato le carte all’Ansfisa, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria e le Infrastrutture stradali che dovrebbe entro la fine del 2023 autorizzare alla messa in esercizio.
La svolta di questa vicenda, iniziata nel 1986, è coincisa con l’affidamento della linea ad Rfi, che ha completato i lavori rispettando il cronoprogramma. Iniziati a maggio dello scorso anno, i cantieri hanno visto impegnate circa 100 maestranze. Durante questi mesi sono stati eseguiti gli interventi di adeguamento agli standard nazionali ed europei che hanno interessato i binari, le opere civili, la linea di trazione elettrica e l’adeguamento degli impianti di segnalamento e telecomunicazioni mentre le stazioni di Bitritto, Bari Loseto e Bari Santa Rita sono state adeguate per la fruizione dei passeggeri a ridotta mobilità (PRM), dotate dei necessari servizi agli utenti oltre che dei sistemi di informazione al pubblico.
Il tracciato lungo 10 chilometri partirà da Bari Centrale con destinazione Bitritto, e fermerà nelle due stazioni intermedie. Su quelle rotaie marceranno i treni regionali di Trenitalia con un tempo di percorrenza stimato in 20 minuti circa e frequenza ogni mezz’ora. Questo tratto sara connesso alla Bari-Taranto attraverso un innesto nei primi 3 chilometri della linea. Come disposto dalla Giunta regionale il servizio sarà gestito da Trenitalia tra il 2024 e il 2032.
Lungo il tracciato dovrebbe essere prevista anche una fermata Stadio San Nicola, sulla quale circa 20 giorni fa si è tenuto un tavolo tecnico. Rfi sta facendo una valutazione tecnica, fa sapere l’assessore ai Trasporti della Regione Puglia, Anita Maurodinoia, ma al monento non sembra esserci alcun elemento ostativo, quel che è certo che i lavori saranno eseguiti in una seconda fase, quindi non prima del prossimo anno. “È un’opera strategica – ha concluso la Maurodinoia – che la Regione ha seguito con grande attenzione e continuiamo a monitorare fino a quando non sarà consegnata alla città”.






