Francesco Gargaro è un diciannovenne che, come tutti i suoi coetanei, quest’anno ha affrontato il temuto esame di maturità. Il suo esame, però, ha sbalordito tutti. Francesco, infatti, ha una disabilità a livello fisico, ma non a livello cognitivo. Non riesce a esprimersi parlando, ma ciò non vuol dire che non comunichi, anzi, si fa capire perfettamente con lo sguardo. La mamma Claudia Fox e il padre Saverio Gargaro ci raccontano che quando Francesco era piccolo per fare capire che voleva l’acqua o la Nutella guardava, per esempio, la bottiglia o il barattolo.
Durante il “grande giorno”, dietro la cattedra dell’IISS “Colamonico – Chiarulli” di Acquaviva delle Fonti, i professori hanno potuto assistere al colloquio orale. Francesco riusciva a rispondere con la sua mimica chiaramente alle domande poste dalla sua insegnante di sostegno, Maria Antonietta Griseta. I suoi sguardi e i suoi gesti erano compresi perfettamente dalla commissione: così Francesco ha sostenuto un esame di maturità equipollente a quello dei suoi compagni, ma calibrato ad hoc sulla sua disabilità.
“So che è difficile da immaginare – raccontano i genitori – Avevamo il timore della reazione del presidente di commissione esterno. Pensavamo che potesse essere scettico di fronte al modo di comunicare di Francesco. Invece, è bastato spiegare come lui riesce a farsi capire dagli altri e ha stupito tutti. Lo guardavano piacevolmente ammirati e sorridenti, tanto da dedicargli un fragoroso applauso finale”. Se vi state chiedendo qual è stato l’esito dell’esame, la risposta è il massimo: 100. Durante gli anni delle scuole superiori Francesco ha instaurato un rapporto di simbiosi con la sua insegnante di sostegno, a cui raccontava tutto con un semplice sguardo, anche i suoi segreti, le sue confidenze, i suoi desideri o cosa accadeva quando non era a scuola. Il giorno dopo i genitori ricevevano un messaggio audio con tutto quello che Francesco aveva comunicato con i suoi occhi. La consapevolezza delle sue difficoltà e la sua forza di volontà inossidabile gli hanno consentito di fare tantissime esperienze, dalle gite scolastiche (come quella del quinto anno a Barcellona) alla partecipazione alle paralimpiadi estive e invernali, dove ha corso prima con la handbike a Bari e poi con gli sci sulle piste di Cortina d’Ampezzo, fino alla partecipazione con tutta la sua famiglia e con i suoi fratelli adorati Alessio e Davide al Dynamo Camp.
Francesco ha instaurato un rapporto di amicizia con le sue compagne di classe, che lo hanno sempre fatto sentire uno di loro, includendolo nel gruppo in ogni attività. “Francesco – ci tengono a dire i genitori – vuole ringraziare la sua professoressa Maria Antonietta Griseta, che lo ha seguito per tutto il percorso scolastico, dividendo i primi anni con l’insegnante di sostegno Luciana Daddabbo, deceduta recentemente e a cui Francesco ha voluto dedicare la sua maturità, e la preside dell’istituto Chiara Losurdo. Loro hanno sempre creduto in lui spronandolo a non abbattersi e limitarsi mai”.
Il futuro per Francesco? Difficile, certo, ma la famiglia e gli amici credono in lui. Vuole andare all’università, rimanendo nel campo del turismo e in particolare vorrebbe diventare direttore di un villaggio turistico adatto a ospitare altre “persone speciali” come lui. Non sarà semplice: prima bisognerà trovare un comunicatore elettronico per permettergli di sostenere i vari esami, ma i genitori e i suoi fantastici fratelli, che lo aiutano e lo sostengono tutti i giorni, cercheranno di realizzare il desiderio di Francesco. La sua storia è stata raccontata anche sui social sulla pagina Facebook ‘Amo Casamassima’ e ha ricevuto numerosi like e commenti. È una storia che vuol essere raccontata dalla famiglia perché sia di sprone per tutti coloro che si trovano in situazioni simili perché nulla è impossibile e tutto si può realizzare, con i mezzi e con il coraggio, il tempo, il sorriso, la pazienza e la determinazione si possono superare tante barriere, fisiche e morali.








