Nelle dichiarazioni di inizio attività risultavano “a conduzione familiare”, ma nei fatti i titolari non vivevano nella struttura. Nessuna stanza era infatti adibita ad abitazione stabile, anzi. “All’ingresso delle due camere – scrive la Polizia locale – c’erano cartelli indicanti orari, prezzi, tariffe e negli armadi assenza di vestiario del responsabile della struttura”. Per questo due bed&breakfast di Bari sono stati chiusi, con ordinanza dell’Annonaria che ha intimato la sospensione dell’attività.
Non il primo caso in città, visto che da tempo i controlli sulle attività ricettive sono stati intensificati e sono cresciuti proporzionalmente all’arrivo dei turisti in città. Gli ultimi episodi hanno interessato due b&b, entrambi con le medesime motivazioni che hanno portato allo stop imposto dagli agenti.
Nel primo caso, in seguito a ispezione, “è emerso che il trasgressore per l’attività di B & B familiare non rispettava l’obbligo di dimorare stabilmente presso la stessa unità immobiliare, in quanto non vi era una stanza adibita a tale scopo. Si accertava infatti la presenza, all’ingresso delle due camere, cartelli indicanti orari, prezzi, tariffe e negli armadi assenza di vestiario del responsabile della struttura”.
La Polizia locale ricorda inoltre che, secondo regolamento regionale, “si definisce B&B a conduzione familiare l’attività ricettiva svolta da chi, nella casa in cui abita, fornisce alloggio e prima colazione: l’attività in parola è esercitata in un’unica unità immobiliare da chi vi dimora stabilmente”.





