Quando si sente parlare di tennis italiano il pensiero vola facilmente alle imprese di Matteo Berrettini e Jannik Sinner, che attualmente rappresentano indubbiamente le principali promesse del panorama azzurro. Anche le donne, però, hanno saputo regalare grandi soddisfazioni negli ultimi anni. Oggi le quote sugli eventi di tennis pongono in primo piano la polacca Iga Swiatek, ma fino a qualche tempo fa le atlete italiane anno vissuto un vero e proprio periodo d’oro. Era il 2015 quando Roberta Vinci e Flavia Pennetta si ritrovarono una di fronte all’altra nella finale dell’US Open, disputata il 12 settembre a New York. Mai, prima di allora, l’atto conclusivo di uno Slam aveva messo in scena due italiane. A seguire l’evento c’era addirittura l’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi. Roberta Vinci aveva battuto in semifinale la favorita Serena Williams, mentre Flavia Pennetta aveva superato Simona Halep.
Una sorta di derby pugliese tra le due ragazze nate a 65 km di distanza, disputato davanti a 23.000 spettatori nell’Arthur Ashe Stadium. Il favore dei pronostici sorrideva evidentemente alla Pennetta, che accusò però la pressione psicologica commettendo almeno 4 errori banali nelle prime battute, per poi riprendersi a poco a poco fino a mettere le cose in chiaro nel quinto game. Una volta giunta sul 4-3, la Pennetta ha iniziato a subire il rigurgito d’orgoglio della Vinci, sempre pericolosa con il suo dritto.
Per un breve frangente la tennista tarantina sembrava aver ribaltato l’inerzia del match, finché la Pennetta non si è ripresa arrivando prima sul 5-4 e chiudendo poi il tie break per 7 a 4, aggiudicandosi il primo set. Più deludente, invece, l’andamento del secondo, in quanto la brindisina arrivò facilmente sul 4-0 e la Vinci iniziò a dare palesi segni di cedimento sul 5-2. Flavia Pennetta, che prima di allora non era mai approdata nemmeno alla semifinale di un Major, si portò così a casa il primo Slam della carriera.
L’epilogo non fu però meno emozionante dell’incontro. Dopo lacrime di gioia e festeggiamenti, arrivò infatti l’inatteso annuncio della vincitrice, che affermò di volersi fermare e ritirarsi proprio lì. Dichiarazioni che lasciarono di stucco tutti i presenti, pronte per essere rimaneggiate dalla stessa Pennetta a distanza di poche ore. Alla fine, però, Flavia aveva detto la verità: non si trattava di una frase riferita al finale di stagione, come cercò di far intendere la campionessa quando provò a ritrattare, ma fu un ritiro vero e proprio. Da allora la Pennetta appese ufficialmente la racchetta al chioda, tornando in campo solo in occasione di un torneo doppio tra “leggende” in occasione del Roland Garros 2022, vinto in coppia con Francesca Schiavone (la prima tennista italiana in assoluto a vincere uno Slam).
Per Roberta Vinci, invece, il ritiro è arrivato nel 2018, dopo ben 21 anni di carriera, in occasione degli Internazionali d’Italia. Rispetto alla collega, la tarantina è stata molto meno fortunata nei tornei del singolare femminile, mentre è riuscita ad aggiudicarsi almeno un trionfo in doppio in ogni Slam. Dal 2022 Roberta Vinci si dedica al padel e continua ad essere ricordata in giro per il mondo per quella storica finale del 2015 con la Pennetta. Chissà quando il tennis italiano riuscirà a raggiungere nuovamente vette tanto elevate…








