Da Carbonara a San Girolamo, da Carrassi al Libertà. Basta aprire uno dei noti portali come Airbnb per accorgersi di come quello del turismo a Bari sia un fenomeno che ormai non riguarda più solo il centro murattiano. Nei quartieri periferici dilagano oramai B&B e case vacanze, con tanti effetti positivi per l’economia di quartiere ma anche qualche problema, soprattutto per i fruitori finali, costretti in maniera inconsapevolmente a condividere i disagi di chi anche durante l’anno vive lontano dal centro.
A lanciare l’allarme pochi giorni fa è stato Peppino Milella, fruttivendolo che si è imbattuto in due turisti olandesi, attirati dalla sua bancarella. I due, arrivati a Fesca, non sapevano più come muoversi, vuoi per la totale assenza di informazioni nel quartiere vuoi per le lacune nei trasporti. Fatto sta che ha dovuto improvvisare un’accoglienza alla barese, comunque apprezzata dai turisti.
Si intenda, ben venga un turismo maggiormente distribuito sul territorio. Solo che allo sviluppo del settore deve corrispondere un’adeguatezza dei servizi. Soprattutto perché il racconto del turista quando ritorna a casa è la migliore recensione per chi verrà l’anno prossimo. A maggior ragion se non si vuole sperperare il lavoro fatto in questi anni.




