Niente da fare: Marisa Vallone, giovane regista di Modugno (classe ’86), non rappresenterà l’Italia agli Oscar 2024 per la sezione “Miglior film straniero” con “La terra delle donne”, superata da “Io capitano” di Matteo Garrone. Un grande risultato, comunque, per Modugno, Bari e la Puglia poter concorrere nella lizza dei dodici candidati italiani, a cui mancherebbe la statuetta nella categoria dal 2014, quando Paolo Sorrentino vinse con “La grande bellezza”. E un grande risultato per la regista modugnese: buona la prima, si potrebbe dire, per Marisa che al suo primo lungometraggio gareggiava al fianco di nomi Paola Cortellesi, Riccardo Milani, Gabriele Salvatores, Nanni Moretti, Andrea Di Stefano, Alice Rohrwacher, Sydney Sibilia, Tiziano Russo, Marco Bellocchio, Giuseppe Fiorello e, ovviamente, Matteo Garrone.
Il film di Marisa Vallone (qui il trailer) si snoda tra natura, esoterismo e femminilità, espresse al culmine della loro potenza. Un film che vuole celebrare l’incantesimo d’essere donne, laddove si intenda da un lato il secolare pregiudizio che sovrappone stregoneria e mistero generatore (unicamente femmineo), dall’altro la faticosa ribellione delle donne per riappropriarsi dell’identità. Sardegna, 1929: in un tempo preciso, nell’immediato dopoguerra, in un luogo preciso, tra i più atavici d’Italia, avviene la rappresentazione di una ritualità selvaggia e rurale, che accompagna la ricerca del proprio ‘io’. Fidela, ‘Coga’ (strega) del paese, subisce le calunnie della società e della stessa madre, che la considera una disgrazia. ‘Sbagliata’ per chiunque se non per la terra di Sardegna, empatica del suo dolore.
Marisa Vallone celebra qui la potenza della Natura – anch’essa femmina, d’altronde – attraverso la quale ci si può ricongiungere con il vero sé. Tematiche già insite nel cortometraggio intitolato “La Carna Trist” (vincitore del Premio Giuria Stampa Monopoli nel 2016), omaggio alla sua Puglia, che condivide con la Sardegna l’esistenza di spiritualità e corporeità. Sebbene mancherà per questa volta a Marisa Vallone la statuetta il 10 marzo 2024, Bari ha riconosciuto a “La terra delle donne” il prestigioso premio “Mariangela Melato” durante il Bif&st 2023 per la miglior interpretazione femminile a Paola Sini, anche sceneggiatrice (insieme a Marisa Vallone) e produttrice.
(La terra delle donne)









