Sei allenatori in 5 anni di presidenza. Con l’esonero di Mignani e il conseguente arrivo di Pasquale Marino, sale a 6 il numero di tecnici ingaggiati sulla panchina del Bari. Tutto cominciò nel 2018 con Giovanni Cornacchini e la ripartenza dai dilettanti dopo il fallimento della vecchia FC Bari. Il tecnico marchigiano, forte di una rosa ultra competitiva per la categoria, vinse senza patemi il campionato di Serie D alla prima occasione. Poi l’anno successivo in Serie C, con una rosa comunque ulteriormente rafforzata sul mercato, ci fu l’iniziale partenza a rilento che convinse la società a sostituire Cornacchini con Vincenzo Vivarini.
La cavalcata dell’attuale allenatore del Catanzaro fu straordinaria: 27 risultati utili consecutivi, ma rincorsa finita proprio sul più bello con l’unica sconfitta maturata nella finale playoff con la Reggiana. L’anno seguente, quasi a sorpresa, Vivarini non fu confermato e al suo posto arrivò Gaetano Auteri. Anno davvero tribolato con l’allenatore siciliano in panchina. Fino alla 23esima giornata del campionato di Serie C la squadra non riuscì a convincere e a scalare posizioni in classifica, quindi il cambio con Massimo Carrera che non sortì gli effetti sperati. Sulla panchina biancorossa ancora Auteri e stagione che finì con la deludente eliminazione ai playoff con la Feralpisalò.
Nell’estate 2021 nuova rivoluzione: via Auteri e Romairone, dentro Michele Mignani e Ciro Polito. Finalmente la svolta arriva e dopo un campionato dominato con pochissime sbavature il Bari torna in Serie B. L’idillio col tecnico genovese termina con la Serie A sfiorata a due minuti dalla fine della doppia sfida playoff col Cagliari nonostante la riconferma e il prolungamento di contratto, dello scorso luglio, fino al 2025. Incomprensioni sul progetto tattico e risultati deludenti nel nuovo avvio di stagione, hanno portato all’esonero di Mignani dopo 9 giornate. Ora affidato a Pasquale Marino il compito di invertire la rotta.







