Un vero e proprio ‘show’, andato in scena intorno alle 13, subito dopo la messa. Un omaggio per l’avvenuto battesimo, organizzato dopo essere usciti dalla chiesa, con tanto di spettatori e curiosi, stupiti dalla batteria accesa in pieno giorno, nel cuore del quartiere, al cospetto di un luogo sacro. L’ultimo ‘spettacolo’ di fuochi d’artificio (non autorizzati) sparati senza timori per celebrare un’occasione speciale, si è consumato domenica 15 ottobre nel quartiere Madonnella.
A riprenderlo e a inviare il video a Telebari, sono stati turisti di passaggio arrivati dal nord Italia, sorpresi dalla scena cui si sono trovati ad assistere. Sulla strada davanti alla chiesa di San Giuseppe, infatti, al termine dei battesimi, qualcuno ha pensato bene di organizzare un omaggio coi fuochi pirotecnici, all’incrocio tra corso Sonnino e via Vaccaro. Nulla di diverso da quanto accade quotidianamente in città, a mezzanotte, in numerosi quartieri. E che solleva – come in questo caso – le proteste dei residenti. Sono in tanti, infatti, i cittadini di Madonnella che hanno scritto a Telebari, per raccontare come ieri addirittura sia stata bloccata la strada per diversi minuti, impunemente, per posizionare la batteria e dare vita allo ‘show’. Qualcuno racconta sui social di avere anche chiamato Polizia, Carabinieri e Polizia locale.
“Volete sapere perché i fuochi d’artificio continuano ad essere illegalmente sparati e non solo a mezzanotte, e non solo per ‘festeggiare’ l’uscita dalle patrie galere di qualche criminale, ma anche i compleanni, i battesimi, i matrimoni di persone ‘normali’ – commenta furibondo Luigi Quaranta sulla sua pagina Facebook – Perché le forze dell’ordine se ne fottono. Scena, ore 13.15 di fronte alla chiesa di San Giuseppe; l’incrocio tra corso Sonnino e via Vaccaro viene bloccato (due volte, la prima era troppo presto, ma hanno tenuto bloccato, tra l’altro, un autobus dell’Amtab per qualche minuto) per posizionare e poi far esplodere una interminabile (è durata cinque minuti almeno) batteria di fuochi d’artificio particolarmente rumorosi (perché si sa, di giorno i colori non si vedono bisogna compensare con il rumore)”. Mentre ancora i botti si succedono, Quaranta racconta di avere chiamato il 113, i Carabinieri e la Polizia municipale, senza successo, in un continuo “rimpallo di competenze e responsabilità”, denuncia. Ricordando che la zona è provvista di telecamere, e dunque i responsabili sarebbero facilmente individuabili.
Quaranta continua con le sue riflessioni, citando la lotta al contrabbando, sconfitta grazie alla volontà politica di debellare il fenomeno, e invece l’attuale impunita usanza di esplodere batterie pirotecniche ogni giorno, per ogni occasione. “I fuochi d’artificio trasmettono ogni giorno a Bari il messaggio che il territorio è almeno in parte, almeno in certe zone, almeno in certe ore, controllato da ‘altri’, da criminali e dalla cultura del sopruso e dell’illegalità che essi diffondono. Quello che voglio dire è che lo Stato è potente, potentissimo, con un suo mignolo, se usato con fermezza e continuità, questa cavaiola in qualche settimana potrebbe finire. E quindi il problema non è il rimpallo della mia telefonata tra il poliziotto, il carabiniere e l’agente di polizia urbana, il problema è l’esercizio della volontà politica di contrastare questi fenomeni, di rispondere a una domanda di sicurezza, di protezione da parte dei cittadini”.
Dopo la denuncia di Telebari, arriva la risposta di don Tino Lucariello.







