Era arrivata a Brindisi a bordo della Geo Barents, il 19 settembre scorso, incinta. Otto giorni dopo è morta, dopo aver dato alla luce sua figlia, a soli 24 anni. Oggi si sono tenuti i suoi funerali, pochi i presenti, nessun rappresentante dell’amministrazione comunale di Brindisi. Questa la storia di Sephora Niangane, migrante originaria del Burkina Faso. Era venuta in Italia in cerca di un futuro migliore per sé stessa e sua figlia, ma è morta subito dopo aver dato alla luce la piccola. Una storia straziante, simile a molte altri che vedono come protagonisti donne e uomini migranti, spesso poco più che adolescenti, come nel suo caso.
Oggi, presso il cimitero di Brindisi, si è tenuta la sua sepoltura, preceduta da alcune preghiere e alcuni riti, così come l’Islam prevede. Uno zio che abita a Genova, qualche ragazzo africano che non la conosceva ma che ha voluto comunque salutarla, pensando forse che anche lui avrebbe potuto fare la stessa fine. Assenti invece, inspiegabilmente, le istituzioni. “Non ci ho pensato” è così che ha motivato la sua assenza l’assessore comunale ai servizi sociali del comune di Brindisi, Antonio Pisanelli. “Ho saputo del funerale stamani – ha spiegato a Telebari –, l’ho saputo tardi sennò ci sarei andato. Le sono sincero, a volte a certe cose non ci si pensa o le si prende alla leggera, è successo. Capisco di essere l’assessore ai servizi sociali, ma davvero, non ci ho pensato. Io sono anche un uomo di chiesa, sarei andato con piacere, ma mi è passato di mente”.
Né la presenza né un fiore da parte dell’amministrazione comunale. La bara, infatti, al suo arrivo al cimitero era spoglia di qualsivoglia ‘addobbo’. “Di che colore è la vostra bandiera?”, ha chiesto con voce segnata dalla commozione Teku Eneida Del Prete, donna che gestisce una fioreria al cimitero e di origine albanese. “Gialla, rossa e verde”, hanno risposto i ragazzi migranti presenti, che sapevano che Sephora era del Burkina Faso. Proprio pochi istanti dopo Eneida ha insegnato a tutti i presenti, ma anche a qualche assente ingiustificato, il significato della parola empatia: la donna ha posato un bellissimo mazzo di fiori, con dettagli verdi, rossi e gialli, sulla bara della giovane.
“Una ragazza giovane ha trovato la morte. Per questo – ha raccontato ai microfoni di Telebari – ho deciso di regalare questo mazzo di fiori, per non vedere la bara così ‘vuota’. Io sono straniera come lei. Io ho avuto la fortuna di vivere sulla terra, lei invece la sfortuna di morire a causa del mare. Mia figlia ha avuto la fortuna di salvarsi, lei ha avuto la fortuna di salvare sua figlia, ma la sfortuna di morire. Come essere umano mi è dispiaciuto tanto”.




