Anteros Marra soverchia l’antico binomio ‘maschio alfa’ nel suo cortometraggio presentato al 35° Festival del Cinema di Roma, per la sezione Alice nella Città. ‘ALPHA’: questo il titolo dell’opera prima del giovane regista altamurano, che ha diretto il film con la co-sceneggiatura di Fabiana Russo, disegnando l’identità del maschio contemporaneo. Nella società di oggi, per Anteros Marra, l’uomo dominante si allontana dalla patriarcale idea di virilità, esaltata quasi allo stremo, per diventare colui che mette in mostra la propria fragilità senza paura, in quanto parte integrante e necessaria di ogni individuo.
Stefano Barbieri, Anton Lorenci, Samuele Pinto, Alessandro Lena, Lorenzo Bigi e Virginia Boccardi sono i protagonisti che attraversano una sorta di romanzo di formazione, partendo dall’affermazione della propria mascolinità e compiendo viaggio all’interno del loro io, per riscoprire la possibilità di essere vulnerabili.
“Nel film i ragazzi ricreano un clan ‘Alpha’ (da cui il nome del corto) che osannano attraverso il loro canto liberatorio”, ci racconta Anteros. Già dalla prima scena, vi è l’essenza dell’ostentazione maschile con il gruppo che distrugge un’automobile. Tale ostentazione verrà scardinata e demolita in maniera sottesa, attraverso le inquadrature sugli sguardi dei cinque protagonisti, “occhi che nascondono la consapevolezza di una debolezza interiore”, afferma Anteros. L’ispirazione del film nasce dalla stessa esperienza personale del regista: “sono cresciuto in un ambiente in cui il tema della superiorità patriarcale è molto sentita. Spesso la mentalità meridionale tende ad additare come negativa qualunque manifestazione di fragilità”.
Il cortometraggio è stato prodotto in modo indipendente con la collaborazione di ‘NABA-Nuova Accademia di Belle Arti’ e distribuito dalla società ‘Premiere’. “Ero alla Biennale di Venezia per vedere i film presentati, quando sono venuto a sapere della partecipazione al Festival di Roma: è stato molto bello. Son contento per le sfide che ho affrontato e per il clima di familiarità che si è creato durante le riprese”.
Il cast sullo schermo è formato da attori non professionisti, voluti fortemente da Anteros dopo una ricerca tra le periferie di Milano: “Cercavo ragazzi di strada, che potessero interpretare appieno quello che avevo in mente e tra più di 100 candidati ho trovato loro – ci racconta – Dirigere un gruppo di attori alle prime armi è stata una grande sfida per me, ma tra noi è nato un rapporto di amicizia: siamo tutti affezionati l’un l’altro, continuiamo a sentirci e alcuni di loro hanno deciso di voler intraprendere la carriera da attori”. In particolare, Anteros Marra ha diretto Samuele Pinto in un altro corto lo scorso giugno.
La tematica affrontata da Marra fa il paio con un altro argomento scottante nel presente: la violenza sulle donne. “È stato toccante veder proiettare subito dopo ‘Alpha’ l’opera di Mia Benedetta ‘Corpo unico’ che ha come soggetto la violenza sulle donne. Spero che ‘ALPHA’ faccia scaturire una riflessione sulla società e i comportamenti che imperversano tra gli individui: se imparassimo a mostrare la naturale debolezza umana, che sia il pianto o la tenerezza, forese pian piano migliorerebbero tante cose”, conclude Anteros. Accanto al suo percorso da regista, Anteros prosegue la carriera di musicista, sound designer e compositore di colonne sonore, tra le quali le musiche di ‘Maieti’ di Matteo Boscolo Gioachina e Daniele Caruso, vincitore come miglior cortometraggio nella sezione Onde Corte – Panorama Italia.








