Una curiosa scritta in greco antico ‘paparazzata’ sul muro di cinta del cimitero monumentale di Bari, recita: “τεθνάμεναι γὰρ καλὸν ἐνὶ προμάχοισι πεσόντα / ἄνδρ’ ἀγαθὸν περὶ ᾑ πατρίδι μαρνάμενον” (infatti è bello che un uomo valoroso muoia lottando per la sua patria, caduto tra i combattenti della prima fila). Il graffito consiste in una citazione tratta dai ‘Frammenti’ del poeta greco Tirteo del VII secolo a.C.
Chi sia l’autore e da quanto campeggi lì la scritta non è dato saperlo. Ciò che è certo è che presenta una precisione ortografica eccellente, una metrica perfetta e persino accenti, spiriti e segni di interpunzione al punto giusto, il che denota una buona conoscenza del greco, come sottolinea il professor Giuseppe Russo, docente di Lettere classiche nei licei e nelle università.
Sulla motivazione di quanto scritto si potrebbero avanzare diverse interpretazioni. “Poiché i versi elogiano la morte di chi cade combattendo in prima fila per la propria patria, il graffitaro potrebbe aver inteso rendere omaggio ai militari sepolti nel cimitero, magari a quelli tumulati nel monumento ai Caduti presente nella necropoli – commenta il professor Russo – Ma non escluderei lo scherzo di qualcuno che abbia trascritto il frammento sul muro perimetrale del cimitero per ironizzare su uno dei testi greci di argomento funebre più studiati a scuola”. Nobile intento? Scherzosa protesta contro lo studio matto e disperato? Lasciamo a ognuno la propria personale interpretazione. Fatto sta che l’autore si meriterebbe un bel 10 in pagella. E voi? Avete trovato casi simili di ‘greek street art’? Fatecelo sapere attraverso i nostri canali social.








