Si è aperta questa mattina innanzi al gup del Tribunale di Bari, Giuseppe Ronzino, l’udienza preliminare nei confronti dei due imputati accusati di omicidio colposo per la morte della 26enne Elena Lisco e del 35enne Francesco Galantino, deceduti il 12 dicembre 2021 a seguito di un incidente stradale avvenuto sulla statale 16, in direzione nord, all’altezza dell’uscita di via Caldarola.
Le vittime erano a bordo di una Ford Mondeo: secondo la ricostruzione fornita dalla Polizia Locale, l’auto è andata a schiantarsi contro un carro attrezzi Fiat Iveco fermo sulla corsia centrale della carreggiata perché impegnato a dare soccorso a una Ford C Max, che dopo essersi ribaltata era andata a finire contro il guardrail. Tutto avvenne intorno all’una e trenta del mattino, con una pioggia battente che rendeva l’asfalto particolarmente viscido.
La procura di Bari, quindi, ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti del conducente del carro attrezzi e del guidatore della Ford C Max, entrambi sopravvissuti all’impatto. Stando a quanto riportato nel capo di imputazione, il conducente della C Max avrebbe viaggiato a una velocità di 114 chilometri orari, quando invece il limite era di 50. Al conducente del carro attrezzi, invece, viene contestato di essersi fermato, seppur per breve tempo, al centro della carreggiata in una strada di larga percorrenza e a ridosso della curva.
Questa mattina si sono costituiti parte civile i familiari di Galantino e l’associazione Ciao Vinny che si occupa della sensibilizzazione delle tematiche legate alla sicurezza stradale. I parenti delle vittime sono assistiti dagli avvocati Adriano Esposito, Anna Maria Luigia Tullio e Francesco Cappelluti; l’associazione è invece rappresentata dall’avvocato Pierfrancesco Clemente. Gli imputati, invece, sono difesi da Angelo Loizzi e Gennaro Cefola. L’udienza proseguirà il prossimo primo marzo.







