Dopo la sconfitta maturata al San Nicola contro il Venezia, abbiamo fatto il punto sulla difficile situazione del Bari con il giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno Antonello Raimondo.
Bari-Venezia 0-3. Una sconfitta che ha reso ancora più difficile il clima intorno a squadra e società.
“Il clima di sfiducia credo sia cominciato già dopo la fine del mercato, la gente si aspettava scelte diverse in estate. Ormai sappiamo tutti che si deve fare un mercato senza fare follie perché abbiamo capito che i bilanci sono importanti per una società sana, ma si doveva fare qualcosina in più anche in virtù dei risultati ottenuti nello scorso campionato. Spendere non ti dà la certezza della vittoria finale, ma molto spesso in A ci vanno le squadre che fanno un certo tipo di investimenti. Non si può sempre sperare che tutto vada per il verso giusto”.
Sotto accusa le scelte societarie e la questione multiproprietà che ha contribuito a far degenerare velocemente la situazione.
“La gestione dei De Laurentiis è questa. Loro credono che con le idee si può combattere contro i potenti del calcio, contro chi può investire tanti soldi. In fondo gli stessi errori commessi a Bari li hanno commessi a Napoli, le due situazioni sono molto simili per certi aspetti. Noi a Bari dobbiamo chiederci cosa possiamo aspettarci visto che abbiamo una proprietà a tempo. Questo è lo snodo fondamentale che i tifosi non accettano”.
Qualcuno chiede delle risposte anche da parte del sindaco Antonio Decaro, che nel 2018 affidò il titolo sportivo alla Filmauro.
“Anch’io al posto del sindaco avrei pensato ad affidare la squadra della mia città ad una proprietà forte economicamente nell’immediato. In quel periodo ci serviva questo. Pur essendo contrario alla multiproprietà capisco la logica del sindaco, anche perché sarebbe stato deleterio affidare la squadra ad un altro gruppo di fanfaroni”.
In tribuna qualcuno ha contestato il presidente.
“Mi aspetto che un uomo di mondo come Luigi De Laurentiis possa trovare un modo per scusarsi con la città e chiarire la situazione. Posso capire la tensione e la delusione del momento, ma non è stato un bel gesto. Da persona intelligente qual è mi aspetto che trovi il modo per parlare apertamente alla città. La situazione è compromessa perché nasce male con la questione della multiproprietà, poi il modo di comunicare che hanno tenuto negli anni scava la fossa sul piano della credibilità. Solo i risultati sul campo avranno il potere di calmare le acque”.







