Immaginate cani e gatti a letto con l’influenza? Bene, non è proprio così ma quasi. L’arrivo delle rigide temperature e gli sbalzi termici, compresi i virus influenzali che in questo periodo stanno minando la salute degli italiani, sono nemici anche dei nostri amici a quattro zampe. Tosse, starnuti, naso che cola, febbre e spossatezza: influenza e contagio anche per loro che, però, non possono contagiare noi umani, così come noi non possiamo trasmettergli la nostra influenza. E spesso, si ricorre agli stessi nostri metodi curativi, praticando, per esempio, il famoso aerosol con tanto di mascherina. Curioso, no?
“Ci sono dei virus respiratori che circolano in cani e gatti – dice a Telebari il direttore del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari, Nicola Decaro – diversi però da quelli umani. Ogni categoria animale ha la sua forma virale. Nel gatto, per esempio, è frequente la rinotracheite infettiva e virale, che può diventare batterica, e in questo momento, come ogni anno, nel nostro dipartimento stiamo assistendo a una recrudescenza di questa malattia. E poi la calicivirosi respiratoria, e la chlamydiosi batterica. Queste malattie sono contagiose. Nel cane, invece, le principali forme respiratorie sono causate da virus parainfluenzali, adenovirus, herpesvirus e anche da coronavirus respiratori, che però sono virus totalmente diversi da quelli del covid umano. È un beta coronavirus, non correlato a quello del covid”.
Anche coronavirus, quindi. Quella stessa famiglia del virus che da qualche anno è famoso in tutto il mondo. Ma tranquilli, niente allarmismi: “Ho segnalato il primo caso di covid nel cane – dice il dottor Decaro -, nei paesi occidentali e so cosa significa, la gente era terrorizzata. Ma non spaventatevi, è davvero molto difficile che il cane trasmetta il covid alle persone. Ho segnalato il primo caso di covid nel cane, nei paesi occidentali. Il coronavirus umano può essere passato, sporadicamente, a cani e gatti, ma è difficilissimo il contrario. Al mondo, al momento, esiste un solo caso certificato di trasmissione del covid dal gatto alle persone. La sintomatologia da covid è più attenuata rispetto all’umano, ed è più evidente nel gatto rispetto al cane”.
La cura? “L’aerosol può essere utile – continua il medico – chiaramente dopo aver fatto una diagnosi accurata per capire qual è l’agente patogeno. Cortisonici e mucolitici sono i farmaci solitamente impiegati con l’aerosol, e se la forma è virale, dare antibiotici non ha senso”.
Ricordate il consiglio della nonna “copriti che fa freddo e ti ammali!”? Bene, sappiate che non è il freddo a far ammalare umani e pelosetti, ma un meccanismo: “Gli sbalzi di temperatura e la stagione fredda sono per gli animali, come per le persone, causa di problemi – conclude il dottor Decaro -. L’escursione termica, il freddo, causa una paralisi dell’apparato muco-ciliale, che è quello che funge da spazzino di agenti patogeni esterni. Lo stesso succede nell’uomo. Ci tengo a precisare, però, che non c’è nessun allarme particolare e che gli agenti patogeni sono quasi sempre diversi tra persone e animali”. Nicola Decaro, direttore del dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Bari, è presidente dell’European College of Veterinary Microbiology e autore di manoscritti su riviste internazionali.







