Le carte da gioco non sono viste solo come dei semplici strumenti per l’intrattenimento, ma anche come oggetti di collezione dal notevole valore folkloristico. In Italia esistono svariati tipi di mazzi regionali che si distinguono l’uno dall’altro principalmente per la tipologia dei disegni. In genere, i mazzi italiani sono ispirati a quelli spagnoli. Non si trovano dunque i semi tipici delle carte francesi come cuori, fiori, quadri e picche, ma ci sono spade, denari, coppe e bastoni. Non in tutte le regioni, comunque, è possibile individuare un mazzo caratteristico. Si tratta della Puglia, che già da tempo ha abbandonato le carte baresi, che non ha avuto il successo sperato.
Come intuibile, anche le carte baresi erano in stile spagnolo. Si parla di un mazzo molto simile a quello napoletano, che infatti rimane oggi il più utilizzato in tutta la Puglia, oltre che in altre zone del Sud Italia. L’unica vera differenza poteva essere riscontrata nel 5 di spade, sul quale le figure apparivano più sproporzionate e non si presentavano come delle anonime sagome nere. Come molti altri mazzi italiani, anche quello barese constava di 40 carte. Gli studiosi non hanno mai rilevato immagini o riferimenti alla cultura locale come accade invece nelle carte siciliane (il 3 di denari, ad esempio, include il simbolo della Trinacria).
Tuttavia, sebbene le carte baresi siano diventate molto rare e quasi nessuno le usa per giocare, in Puglia hanno fatto la loro apparizione anche le carte Federiciane. I semi coincidono sempre con gli stessi delle tipiche carte italiane. Si tratta di un mazzo realizzato più di recente, una sorta di progetto culturale volto a diffondere maggiormente la storia locale. La denominazione si deve a Federico II di Svevia, colui che diede lustro alle terre del Mezzogiorno italiano. Sull’asso di bastoni è presente proprio una fascia sulla quale è inciso il nome “Federicus”. Molti dettagli presenti su queste carte rimandano alle atmosfere del Basso Medioevo. Lo si evince dai disegni realizzati a mano e con stile romanico, mentre le figure ritraggono dame e cavalieri del XIII secolo. Anche le carte Federiciane sono finite ben presto nelle mire dei collezionisti.
I giochi di carte più diffusi in Puglia sono evidentemente quelli che vengono praticati con le carte napoletane. Su tutti spiccano dunque la Briscola e la Scopa, ma non mancano il Sette e mezzo e il Tresette. Anche Cucù è piuttosto gettonato. Si potrebbe affermare che i giochi realizzabili con le carte regionali abbiano più consensi rispetto a quelli tipici delle carte francesi, anche se per qualcuno potrebbero sembrare attrazioni di nicchia. Le varianti regionali di alcuni giochi non occupano infatti un ruolo principale nelle piattaforme digitali come un casinò sviluppato per l’online ad eccezione delle napoletane, le più popolari. Il Sette e mezzo, ad esempio, gode di qualche trasposizione virtuale, mentre non si può dire altrettanto del Cucù.
Insomma, le carte regionali continuano ancora oggi ad avere fortuna, tenendo testa alle offerte del web. Sono soprattutto le regioni del Sud come la Puglia a tenere vivo il folklore e l’identità prettamente culturale di queste carte. A quanto pare l’utilizzo di un mazzo pugliese vero e proprio faticherebbe ad affermarsi a livello nazionale, ma non è escluso che in un prossimo futuro possa vedere la luce qualche nuovo mazzo locale. Per ora, sono le carte napoletane a dominare incontrastate tra tutti i mazzi regionali.






