In via Guido Dorso a Bari gli alberi si lamentano per l’inciviltà umana. Prosegue il ‘trend’ dei cartelli parlanti. Dopo quello posto sulla pianta che avverte i furfanti della presenza di telecamere contro la ‘fiori-cleptomania’, o quello minatorio verso i ladruncoli di acqua e croccantini per gatti randagi, questa volta spuntano altri cartelli nel quartiere San Pasquale. “Vi pare opportuno portare i cani a zampettare nella ghiaietta rovinando un lavoro fatto con cura e costato migliaia di euro?”, domandano retoricamente. Il messaggio è chiaro ed è affidato ai nuovi ulivi che abbelliscono l’isolato.
L’idea proviene dall’unione di chi abita quotidianamente i dintorni del marciapiede ‘maltrattato’ dai passanti, dopo che con tanta cura e i dovuti lavori era stato reso più vivibile e gradevole. “Abbiamo raggiunto un tale degrado di civiltà che non ci teniamo più neanche al decoro della nostra città che dovremmo considerare come la nostra casa”. Chi meglio di un albero può insegnarci ad essere rispettosi? È la natura a impartire un monito per il futuro, estensibile a tutti i cittadini: “Cerchiamo di migliorare il nostro senso civico. Vivremo tutti meglio e daremo un buon esempio ai bambini”.








