Sono 171 gli istituti tecnici e professionali in tutta Italia, per 193 corsi, ammessi alla sperimentazione della nuova istruzione tecnica e professionale del cosiddetto 4+2. A comunicarlo è direttamente il Ministero dell’Istruzione e del Merito accettando 25 candidature di altrettante scuole di Puglia, 10 nella provincia di Bari. Una novità già disponibile per il prossimo anno scolastico, e dunque selezionabile in questi giorni sulla piattaforma “Unica”.
Le scuole hanno presentato, alla luce del progetto nazionale, le loro candidature per la riduzione da 5 a 4 anni del percorso di studi, che consentirà l’accesso poi agli ITS (2 anni), in una filiera organica, ma anche all’università o direttamente al mondo del lavoro. Un percorso di studi svolto in base a un programma arricchito sul fronte del rafforzamento delle competenze di base e di quelle specialistiche, che vede in campo un maggior raccordo con il mondo dell’impresa, con la realtà territoriale e con gli stessi ITS che offriranno una formazione specialistica post diploma, parallela a quella universitaria. Rappresentate tutte le regioni. A Bari le scuole che hanno aderito alla sperimentazione sono: Santarella De Lilla, Romanazzi, Perotti, Elena di Savoia Calamandrei, Gorjoux Tridente Vivante. In provincia di Bari e Bat, invece, compaiono nell’elenco: De Viti De Marco (Triggiano), Tommaso Fiore (Modugno), Alpi (Rutigliano), Modugno (Polignano), Lotti Umberto I (Andria), Genco (Altamura). QUI L’ELENCO COMPLETO, la Puglia è a pagina 55.
“La nuova formazione tecnica e professionale, grazie all’alleanza tra scuola, territorio e impresa, garantirà ai nostri giovani una formazione di alto profilo e consentirà di ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, offrendo maggiori opportunità di impiego e rendendo più competitivo il sistema produttivo. – ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara – Il percorso di 4 anni, sul modello di altri Paesi europei come Germania, Svezia, Svizzera e Austria, è stato pensato per garantire una solida preparazione nelle materie di base, andando a recuperare i gap registrati in italiano, matematica e inglese, e una maggiore preparazione in quelle specialistiche, utilizzando una grande flessibilità didattica. Ci saranno programmi nuovi, non una compressione di quelli pensati per il quinquennio. L’organico dei docenti dei 5 anni sarà impegnato sull’offerta formativa dei 4 anni senza nessuna riduzione, come abbiamo sempre assicurato, a garanzia della qualità della formazione. Ci sarà più spazio per l’alternanza scuola-lavoro, per essere rapidamente inseriti in settori altamente qualificati, e una forte internazionalizzazione. Si favorirà per la prima volta anche la ricerca. Il mondo cambia”, conclude Valditara, “e le istituzioni hanno il dovere di offrire ai giovani gli strumenti per esserne i protagonisti”.
“La filiera 4+2 si pone come strumento per offrire ai nostri ragazzi una ulteriore opportunità. – ha spiegato a Telebari la dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Giuseppina Lotito – Nella nostra provincia i progetti autorizzati sono 10 e nella gran parte hanno visto il coinvolgimento sia di Tecnici che Professionali in egual misura, del discorso turistico ed enogastronomico. In misura ridotta l’Istituto Tecnico Economico con la parte relativa all’amministrazione Finanza e Marketing. L’elemento positivo di questa filiera è quello di rafforzare il sistema integrato, quindi il rapporto costante con il territorio. Dare la possibilità ai nostri ragazzi di uscire con un titolo chiuso dopo quattro anni e con il titolo dell’istituto dell’academy dopo altri due anni. Le quadriennalizzazioni, già sperimentate rispetto ai licei e ai tecnici e professionali, ha dei vantaggi e degli svantaggi. Quindi è giusto che ci sia una reale costruzione di un percorso che consenta di essere d’aiuto al ragazzo e poterlo far crescere per acquisire le competenze”.













