Poker di sold out per Samusà di Virginia Raffaele, al Teatro Piccinni di Bari. Lo spettacolo è un viaggio autobiografico, a metà tra un film di Fellini ed un musical di Bob Fosse. Il racconto di Samusà è un ottovolante tra ricordi di Virginia e di quel mondo fantastico in cui è ambientata la sua infanzia reale: il luna park. I suoi nonni negli anni ’50 fondarono il LunEur, storico parco divertimenti a Roma.
“Sono nata e cresciuta dentro un luna park, facevo i compiti sulla nave pirata, cenavo caricando i fucili, il primo bacio l’ho dato dietro il bruco mela. Poi il parco ha chiuso, le giostre sono scappate e adesso sono ovunque: le attrazioni sono io e siete voi. Tutto quello che siamo diventati stupisce quanto un giro sulle montagne russe e confonde più di una passeggiata tra gli specchi deformanti”.
Nel caleidoscopico spettacolo si ride tanto e si riflette allo stesso tempo. I telefoni non squillano, i giocolieri vengono applauditi, nessuno impreca a suon di clacson, spettatori famigliarizzano e la poesia e l’arte invadono il teatro. Una magia che è ancora più palpabile nel retro del teatro, dove a fine serata i giostrai baresi attendono Virginia per un abbraccio. L’attrice non si nega. Un selfie tra occhi dal vissuto simile. Si replica ancora sabato e domenica al teatro Piccinni di Bari.







