Sono più di settanta, in corteo per chilometri tra complanari e provinciali. Sono partiti da Rutigliano, dove da giorni erano riuniti in sit-in, per raggiungere Noicattaro, poi Torre a Mare e Mola, prima di rientrare alla base. Il Movimento dei Trattori continua la sua protesta anche in terra di Bari. “Alle motivazioni che ci accomunano a tutta Italia, noi aggiungiamo alcune specificità che riguardano i temi dell’uva da tavola e dell’ortofrutta”, spiega a Telebari il portavoce del movimento, Nicola Porcelli.
“No al cibo sintetico e alle farine di insetti – recita il manifesto della protesta – Stop al continuo aumento dei costi, dal gasolio all’Irpef”. E ancora, “no alle norme europee assurde in agricoltura e allo strapotere delle multinazionali”. Solo qualche giorno fa cento trattori avevano raggiunto Bari da Noci, con sit-in finale di un’intera giornata a parco Perotti: le ragioni della protesta hanno fatto incursione anche nel dibattito sulla settimana di Sanremo. Gli agricoltori da giorni ripetono di essere “ostaggio della burocrazia europea, che con il Green Deal ha posto regole troppo stringenti e frutto di un ambientalismo estremista che danneggia produttori e consumatori”, come hanno ripetuto i portavoce nazionali. Tra le richieste c’è quella di vietare l’importazione di prodotti provenienti da Paesi “che non rispettano le stesse regole a cui noi siamo sottoposti e quindi fanno concorrenza sleale” e di mantenere un regime fiscale adeguato per il mondo agricolo.
(Video servizio di Roberto Maggi)




