Oggi a Bari e nella diocesi di Bari -Bitonto si festeggia San Sabino compatrono di Bari. “Ma pochi lo sanno – ricorda Michele Cassano, sacrista della Cattedrale di San Sabino e fondatore dell’associazione ‘I custodi della bellezza’ – Per tanti secoli San Sabino ha conteso a San Nicola il patronato della città. Visse tra la fine del quinto secolo e la metà del sesto, immediatamente dopo la caduta dell’Impero d’Occidente, e fu inviato come legato pontificio a Costantinopoli per due volte, nel 525 e nel 536, sotto il papato rispettivamente di Giovanni I e Agapito, che perse la vita in quel viaggio”. San Sabino fu costruttore di chiese ed edifici, seguendo la disciplina benedettina dell’Ora et Labora e fu amico di San Benedetto, spiega Cassano.
Nel 531 (sotto il papato di Bonifacio II) partecipò al Sinodo Romano. “Fu inoltre presente al concilio di Costantinopoli del 536 che condannò Severo di Antiochia e i suoi sostenitori – Michele Cassano ripercorre la sua vita – Sabino morì il 9 febbraio del 566 dopo circa 52 anni di episcopato. Le sue reliquie, secondo due lapidi che si conservano nella cripta della Cattedrale di Bari, sarebbero state traslate da Canosa nel capoluogo ma i canosini non sono d’accordo. A Bari è dedicata al Santo una parrocchia, ma spesso è dimenticato”.








