“In Sierra Leone c’è una situazione davvero difficile, c’è gente che rapisce i bambini per farli diventare soldati. Per questo la mia famiglia decise di farmi partire verso l’Europa quando avevo solo 14 anni” – inizia così il racconto dell’attaccante biancorosso Yayah Kallon, in una lunga intervista rilasciata ai canali social ufficiali del Bari – “Cominciai tra le lacrime il mio lungo viaggio per arrivare in Italia. Ho attraversato 7 Stati, ho fatto il muratore e ho lavato le auto per pagarmi il viaggio e per arrivare in Libia dove mi hanno imbarcato su un gommone per raggiungere Lampedusa. Durante la traversata nel deserto eravamo in 24 su un pick-up e ho visto tanti corpi di donne e bambini nella sabbia. Spero di rivedere presto la mia famiglia, non la vedo da 9 anni”.






