L’insegna ‘Centrale del latte’ campeggia ancora sulla facciata, quasi a sfidare il tempo che passa. Lo storico immobile di viale Orazio Flacco, un tempo adibito alla pastorizzazione e all’imbottigliamento del latte è un angolo di storia, sorto tra le due guerre mondiali, nel 1938 e oggi un simbolo dell’archeologia industriale.
La struttura al momento ospita l’Associazione Italiana Stomizzati e le ambulanze del Serd, ma in futuro dovrebbe essere trasformata in casa di comunità con un poliambulatorio che si candida a diventare un piccolo policlinico territoriale. Ma il progetto è un percorso ad ostacoli: i vincoli sulla struttura riconosciuta come bene storico e le prescrizioni chieste al primo progetto dalla Soprintendenza hanno fatto lievitare i costi e serviranno quasi 20 milioni di euro in più, rispetto alla dotazione di circa 10 milioni per il completo risanamento, compreso il trasferimento dell’intera Direzione del Distretto.
Ma andiamo con ordine, l’immobile di proprietà comunale, con un protocollo di intesa nel 2019 è stato ceduto alla Asl di Bari, per la realizzazione di un edificio polifunzionale per i servizi sanitari territoriali e distrettuali, la cui ristrutturazione inizialmente sarebbe stata finanziata con fondi FESR. Sul primo progetto di riqualificazione – redatto dall’architetto prof. Lorenzo Netti individuato dal Comune di Bari – interviene la Soprintendenza ai beni architettonici, indicando una serie di prescrizioni da rispettare. Ad ottobre del 2022 la ASL stabilisce che l’ex Centrale del Latte ospiterà una casa di comunità finanziata con i fondi del PNRR. La progettazione, dunque, viene affidata da Invitalia – che ha curato le procedure di aggiudicazione – alla società Manens spa.
L’impennata dei costi, però, rischia di lasciare al palo il progetto, per questo la ASL ha richiesto alla Regione un ulteriore finanziamento per ottenere la copertura dell’opera. Il piano di restyling aggiornato prevede la ristrutturazione del corpo centrale, tenendo conto delle prescrizioni della Soprintendenza e un secondo edifico da realizzare ex novo. Cuore pulsante delle attività sanitarie nella casa di comunità sarà il poliambulatorio che ospiterà un centro prelievi, 12 prestazioni specialistiche e diagnostica per immagini. il resto degli ambienti sarà destinato a stanze, spogliatoi e servizi per operatori e personale.







