Dalla Ritsumeikan University di Kyoto ai caseifici di Gioia del Colle: cinque ospiti provenienti dal Paese del Sol Levante hanno esplorato la Puglia attraverso un itinerario all’insegna del gusto, per assaporare le prelibatezze locali e osservare da vicino la filiera dei prodotti a chilometro zero. La Ritsumeikan University rappresenta un’eccellenza nipponica, ed è la prima in Giappone ad aver sviluppato in ambito accademico il College of Gastronomy Management, con corsi dedicati alla gastronomia e programmi che approfondiscono le cucine di oltre trenta paesi diversi.
Tra i visitatori arrivati in Puglia, assieme a docenti e studentesse, figura anche il direttore del College Masayoshi Ishida, nonché cofondatore di Slow Food in Giappone. Ad accompagnarli in questo loro percorso culinario tutto italiano c’è stato il pugliese Mimmo Cafarchia, che si occupa di promuovere il made in Italy attraverso il turismo enogastronomico. “Il professor Masayoshi è un mio amico – spiega a Telebari – e avevamo già fatto dei collegamenti via web con l’Italia durante il periodo del Covid, tra l’altro i ragazzi del College fanno anche delle ore di lingua italiana. Qui in Puglia i nostri ospiti sono rimasti scioccati dalla naturalezza e dall’originalità delle aziende, poiché non si sono trovati di fronte ad un sistema consumistico all’americana”. La piccola delegazione ha fatto visita a masserie e aziende varie, incluso uno storico caseificio di Gioia del Colle, il caseificio Nettis: qui hanno potuto ammirare i mastri casari intenti a lavorare le mozzarelle con grande celerità. A Gioia sono stati inoltre accolti dal sindaco Giovanni Mastrangelo e dall’assessore al Turismo Lucio Romano, che li hanno omaggiati con una bottiglia di olio, altro prodotto estremamente apprezzato assieme a vino e latticini. Gli ospiti nel corso della settimana in Puglia hanno visitato aziende specializzate nel settore ittico, presenti sul territorio di Bari e Taranto.
A Taranto poi, hanno assaggiato cozze e ostriche, e se ne sono innamorati. E così le tradizioni culinarie pugliesi e giapponesi si sono incontrate armoniosamente, avendo in comune molto più di quanto si creda. Il professore Masayoshi, che parla fluentemente italiano, ci dice di aver adorato la Puglia. “Qui la gente è felice, serena, e proprio come in Giappone abbiamo ritrovato freschezza e genuinità dei prodotti”. Degli All You Can Eat, però, in generale non ha una buona opinione, e si preoccupa dell’errata percezione rispetto alla cucina giapponese che alcuni ristoranti etnici fusion portano sul mercato italiano: le leccornie del Sol Levante infatti, non sarebbero degnamente rappresentate da tutti questi locali, spiega, che spesso propongono sushi rivisitato. “Il mio obiettivo è quello di attrarre nuovamente i vacanzieri giapponesi in Puglia, poiché a causa della svalutazione dello Yen i turisti nipponici oggi scarseggiano”, conclude Cafarchia. E chissà che questo non succeda anche grazie alla prossima Expo di Osaka: tra i progetti in cantiere infatti, c’è quello di portare tra gli stand direttamente un mastro casaro di Gioia del Colle, che con i suoi movimenti sicuri e repentini intreccia le deliziose mozzarelle, simbolo di grande qualità in tutto il mondo.







