“Non è facile affrontare i clan criminali che minacciano te e la tua famiglia. Io non sono un supereroe, anche io ho paura ma ho un dovere istituzionale nei confronti della città che è quello di non abbassare la testa davanti ai criminali”. Il sindaco Decaro, dopo l’accorata conferenza stampa convocata per difendere il suo operato e la città, in seguito alla richiesta del ministero dell’Interno sulla procedura della Commissione d’accesso che dovrà poi verificare se ci sono infiltrazioni mafiose all’interno dell’Amministrazione Comunale, ribadisce la determinazione del suo operato degli ultimi dieci anni contro la criminalità organizzata barese.
“Il centrodestra – ha proseguito – attacca l’amministrazione comunale quando le due persone al centro dell’inchiesta sono state elette dalla loro parte. Sono state le più violente in assoluto in quella campagna elettorale. Poi c’è un problema in questa città, quello della compravendita di voti che io stesso ho denunciato nel 2019. Due di quelle tre persone che ho denunciato votavano per la mia parte politica ma io sono andato con la persona a cui avevano offerto dei soldi in Questura per fargli denunciare il reato”.
Decaro ha più volte sostenuto in questi giorni di aver affrontato a muso duro la criminalità in città, come quella volta che “a Carrassi c’era chi operava delle estorsioni e tra questi c’era chi aveva la pettorina dell’azienda dei rifiuti della città. Poi ho convinto i commercianti a denunciarli e a farli arrestare, sia lui dei Diomede, faccio i nomi, che i Sedicina che sono stati arrestati. Noi come Comune ci siamo poi costituiti parte civile insieme alle associazioni antiracket e ai commercianti.







