Sapete cos’è la “Quarantana”? Sapete perché scoppia? A Ruvo di Puglia esiste un’antica usanza che si rinnova nel periodo quaresimale e che vede come protagonista la “Quarantana”: un pupazzo carnevalesco che raffigura una signora in abito da lutto, sospesa in aria in alcune strade del centro ruvese, a partire dalla mezzanotte del martedì grasso. Considerata la “moglie” del Carnevale defunto, la “Quarantana” viene riempita di paglia e petardi, e ha nelle mani un fuso per filare e del filo, un ombrello e un pesce, e sul suo scuro vestito, di colore nero che simboleggia la penitenza, è facile notare un’arancia, o una melagrana, in cui sono infilate sette penne di gallina. Non è un numero a caso ma sono sette come le settimane della Quaresima, e vengono tolte dal suo vestito una ogni settimana sino al giorno della Santa Pasqua. E proprio nel giorno della Resurrezione, durante il passaggio dell’attesa processione con la statua del Cristo risorto, la “Quarantana” viene fatta esplodere in aria, bruciando tra le fiamme, tra i grandi festeggiamenti dei presenti e lo scoppio di petardi.
Lo “scoppio della Quarantana”, un vero e proprio rito ruvese, rappresenta la fine dei quaranta giorni di privazioni che intercorrono fra la Quaresima e la Pasqua, e l’inizio di nuovi cicli positivi: l’avvento di un periodo gioioso e di buon auspicio, e l’inizio della primavera dopo la fine del lungo inverno. Tempo addietro, dal modo in cui si espandeva il fumo della “Quarantana” in fiamme, si facevano previsioni sull’annata contadina. Le origini di questa tradizione popolare di Ruvo di Puglia sono risalenti all’antica Grecia, e sembrerebbero legate al culto del dio Bacco. La città di Ruvo è pronta rinnovare ogni anno questa antica tradizione.
Domenica 31 marzo, alle ore 10 in Piazza Dante, va di scena “La Quarantana di Piazza Dante”, un rito portato avanti da tre generazioni dalla famiglia Sibilani: dal nonno Matteo Sibilani, scomparso da una decina d’anni, al nipote Matteo Miccoli, che organizza l’atteso evento nei minimi dettagli. Il rito della “Quarantana di Piazza Dante” è il più remoto della storia della “Quarantana” ruvese.







