Non si preannuncia un’estate facile per i bagnanti di Torre a Mare. Solo pochi giorni fa Telebari aveva raccolto le testimonianze dei residenti di zona ‘Parco Atlantide’, che mostravano le difficoltà di accesso alle (poche) spiaggette disponibili, abbandonate al degrado, stracolme di alghe, piccoli angoli di comodità su una costa frastagliata e a tratti impraticabile. Ora una nuova tegola è piovuta sulle teste dei bagnanti, sul versante opposto di Parco Atlantide, il lungomare dei Trulli che dal quartiere del sud barese porta a Cozze. Sulla strada crollata da decenni e chiusa al traffico da almeno 15 anni, è spuntata una recinzione di ferro che impedisce definitivamente il transito anche ai pedoni, che – nonostante i divieti – utilizzavano quel percorso per raggiungere le amate ‘calette’ di Torre a Mare.
La novità ha suscitato tante proteste, anche perché non esistono alternative comode per raggiungere il mare più bello della ex frazione. A svelare i retroscena, è sui social Francesco Ventrella, consigliere del I Municipio, che posta la sua richiesta inviata giorni fa alla Ripartizione Lavori Pubblici di un intervento per ripristinare gli archetti e impedire il passaggio dei motorini (impegnati in vere e proprie gare di corsa sulla strada franata). “Io faccio davvero fatica a comprendere le ragioni di questo intervento – scrive Ventrella, mostrando il testo della sua richiesta al Comune – A seguito di numerosi sopralluoghi, con una mia mail del 18 marzo chiedevo alla competente ripartizione IVOP, il ripristino degli archetti, al fine di inibire l’accesso ai ciclomotori, e la messa in sicurezza delle recinzioni, e non certo questa vergognosa installazione posizionata con del semplice filo di ferro. Mi assumo ogni responsabilità e sebbene non serva a nulla chiedo scusa ai residenti e ai turisti che da troppo tempo sono costretti a constatare la vergognosa situazione e l’impossibilità di poter fruire di uno dei luoghi più belli di Torre a Mare”.
Ogni anno, infatti, la falesia crolla in maniera sempre più importante. La strada è stata chiusa ma mai messa davvero in sicurezza: si attendono studi e interventi sullo stato della costa per fermare l’erosione – come ricorda lo stesso Ventrella – di cui non si conoscono affatto le tempistiche. “Ora ci sarà qualcuno che proverà a scavalcare, proprio dal punto più pericoloso”, è l’allarme dei residenti.





