Finale inaspettato durante la conferenza stampa di Valerio Di Cesare, capitano della SSC Bari. Il difensore romano è scoppiato in lacrime mentre stava rispondendo a una domanda sulla finale playoff persa lo scorso anno contro il Cagliari. “Quella giornata ce la portiamo dietro ancora oggi, purtroppo è andata così” ha spiegato Di Cesare, con la voce rotta dall’emozione.
Le sue parole in conferenza stampa.
Stagione: “Nemmeno io me l’aspettavo così complicata. Dopo le vittorie con Lecco e Feralpisalò credevo davvero ai playoff. Sono un positivo, anche a inizio anno ho deciso di continuare perché ci credevo. Credevo anche in Iachini, poi i risultati non sono andati come ci aspettavamo”.
Incontro Polito-squadra:
“Non so quello che ha detto Mattia. È libero di dire quello che pensa. Ma per me non c’è stato niente con mister Iachini, semplicemente i risultati hanno inciso in modo negativo. Quando le annate vanno male si dice sempre che il gruppo sia spaccato che non sia con l’allenatore,
ma non è vero. Leggere che sia stato io a far fuori l’allenatore è brutto. Ho 41 anni, in carriera ho dimostrato qualcosa e non me lo merito neanche. Sono i risultati che incidono. Mi dà fastidio che quest’anno escano tante cose. Resto basito. Per me sono tutte cavolate, io faccio il calciatore”.
Salvezza: “Inutile cercare colpevoli. Ora conta il Bari, la salvezza è vita. Retrocedere sarebbe come fallire. Quello che stiamo dando non basta. Bisogna andare oltre, essere concentrati e cattivi, non possiamo prendere sempre gol in avvio. Cosenza per noi deve contare come la finale contro il Cagliari, forse ancora più importante”.
Scontro con Puscas: “Mi sono sempre preso responsabilità. Non è successo nulla. Io in campo sono uno di quelli che fa casino, ma lo faccio con tutti”.
Cosenza: “Partita tosta. Hanno giocatori forti, su tutti Tutino. Ripeto per noi è una finale, uno scontro diretto. Dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. La retrocessione sarebbe una tragedia, non ci voglio pensare”.
Serie A sfumata: “Quella giornata ce la portiamo addosso. Ma se penso ai sei anni qui”… (Di Cesare lascia in lacrime la sala stampa)






