La Polizia locale di Bari ha scoperto una truffa in danno del Comune di Bari, pensata e orchestrata da due donne che avevano ritrovato cuccioli in un altro Comune dell’area metropolitana. Tutto è iniziato a fine febbraio, quando una pattuglia di agenti, a seguito di segnalazione telefonica alla Sala Operativa, si è recata in zona Poggiofranco dove ha trovato una signora quarantenne con 5 cuccioli che chiedeva la presa in consegna da parte dell’ente. Attivate le ordinarie procedure che prevedono la comunicazione alla Asl Bari, SIAV-A Area Metropolitana, e il successivo recupero dagli agenti tecnici convenzionati, i cuccioli sono stati ricoverati per l’assistenza nel canile comunale cittadino.
Ma alcune incongruenze nella descrizione dei fatti non hanno convinto gli agenti, che a seguito di una accurata attività di indagine sono riusciti “a smascherare l’azione truffaldina in danno dei servizi comunali”, spiega il Comando di Japigia. I cuccioli erano stati rinvenuti in un altro Comune dell’area metropolitana e quindi in un territorio dove sarebbero dovuti intervenire i servizi di quell’ente, ma la donna aveva pensato bene di caricare i cuccioli nella propria vettura e trasportarli a Bari, dove (probabilmente) conosce bene iter e procedura e il pronto intervento attivo in simili circostanze. L’azione investigativa, con ricerche sui vari profili social, il supporto anche dei referenti delegati al randagismo e benessere animale della Città Metropolitana di Bari, e le informazioni assunte dagli agenti, hanno consentito di ricostruire “il tentativo truffaldino operato”.
Per due donne è stata inviata la dovuta informativa di reato all’autorità giudiziaria per il reato previsto e punito dall’articolo 640 Codice Penale che prevede che “chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032. La pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 309 a euro 1.549 se il fatto è commesso a danno dello Stato o di un altro ente pubblico (…)”, spiega il Comando di Japigia. L’ipotesi delittuosa è al vaglio del giudice. Secondo la Polizia locale, le due “hanno simulato il ritrovamento dei 5 cuccioli nel territorio del comune di Bari, richiedendo l’intervento ed inducendo fraudolentemente in errore gli agenti, procurando a seguito dell’azione un ingiusto profitto con altrui danno a carico del Comune di Bari, ente pubblico che di fatto si accollava gli oneri relativi alla cattura e alla custodia dei cuccioli di cane”. L’aspetto positivo della vicenda è che comunque i cuccioli di cane stanno bene e dopo le cure necessarie hanno seguito le consuete procedure per l’adozione spontanea.
“La lotta al randagismo e la cura degli animali di affezione in difficoltà è un servizio che gli enti pubblici svolgono nel rispetto della Legge e con il supporto degli organi di polizia, ma tale attività deve essere svolta senza azioni truffaldine in danno di altri o di enti pubblici estranei per competenze – commenta il comandante Michele Palumbo – La Polizia Locale è quotidianamente impegnata sul territorio con i servizi della ASL competenti per materia per la tutela degli animali, con una efficace azione di prevenzione e supporto reciproco insieme alle varie associazioni di volontari che con abnegazione svolgono un ruolo socialmente significativo per gli animali e i cuccioli abbandonati in difficoltà”.





