Il sogno di cambiare il proprio destino, poi il tragico ritorno alla realtà e l’inizio di un incubo senza fine. Il gioco d’azzardo rappresenta una vera e propria piaga sociale che continua a prender piede in tutta Italia. Qualcuno lo definisce un hobby che però si trasforma, senza preavviso, in una patologia. In molti si affidano agli usurai per recuperare le perdite: un intreccio che rappresenta una delle principali cause di sovraindebitamento. Associazioni attive sul territorio e istituzioni si sono ritrovate nella Corte d’appello di Bari per affrontare questo tema più che attuale: è proprio il gioco legalizzato dallo Stato a causare effetti devastanti dal punto di vista sociale.
Il gioco d’azzardo continua ad ammaliare i pugliesi: la spesa pro capite è aumentata nel 2023. Le associazioni antiracket e antiusura continuano a presidiare il territorio per aiutare i cittadini in difficoltà economica. Il tema del gioco d’azzardo, non riguarda solo gli adulti ma anche i minorenni, dato che il 15% delle persone coinvolte sono minori, attratti soprattutto “dai giochi online”. Il fenomeno in Puglia, ha sottolineato il capo della sede barese della Banca d’Italia, Sergio Magarelli, “è molto diffuso e in tanti bussano al Serd per provare a uscire dal tunnel”. Il settore del gioco d’azzardo, ha ribadito, ha avuto una “crescita enorme” negli ultimi decenni: nel 2003 il giro d’affari “era di 11 miliardi di euro”, nel 2023 di circa 140. Ma il settore, che all’erario porta circa 11 miliardi l’anno, è – ha concluso Magarelli – ad “elevato rischio di riciclaggio”.




