“Il sindaco e la giunta comunale di Siena mi hanno investito di questo onore inaspettato francamente, diventato nell’ultimo secolo una sorta di consacrazione per i pittori italiani ed esteri. È una tradizione che nasce nel ‘600 quella del Palio di Siena ed è davvero meraviglioso aver avuto questo riconoscimento”. Così, Giovanni Gasparro, pittore di arte sacra e incisore di Adelfia, aveva raccontato la sua immensa emozione a Telebari Social Night qualche mese fa, proprio in merito all’affidamento della realizzazione del drappellone per il Palio di Siena 2024, competizione di cavalli fra le diciassette Contrade di Siena, dedicata alla Madonna di Provenzano (l’evento medievale rinviato a mercoledì 3 luglio causa pioggia).
L’artista 40enne, definito “l’ultimo caravaggesco” dai maggiori critici d’arte tra cui Vittorio Sgarbi, ha dipinto per quest’anno il cencio della manifestazione di caratura internazionale, trofeo che viene annualmente assegnato ai vincitori della gara. Il drappellone di Gasparro, come da tradizione realizzato su un rettangolo allungato di seta, è sorretto in verticale su di un’asta alabardata bianca e nera e sormontato da un piatto d’argento, con due pennacchi bianchi e neri che cadono sui lati. L’opera del pittore barese ritrae gli 80 anni della Liberazione di Siena avvenuta il 3 luglio 1944. “Gasparro ha dipinto la Vergine nel registro superiore dell’opera – si legge nel comunicato stampa del Palio di Siena -, in una gloria di angeli, coronata come nell’effige venerata nell’insigne Collegiata di Santa Maria in Provenzano e guarda, con un mano posta sul petto, verso il basso, ovvero verso i fedeli e la città di Siena, riunita per il Palio”.







