È capitato a tutti almeno una volta nella vita di addentare un panino ripieno di parmigiana, quella frittata di pasta succulenta preparata con tanto amore dalla nonna o di tirar fuori dalla busta una bella porzione di pasta al forno con le polpettine e godersela sotto l’ombrellone. C’è chi ha già l’acquolina in bocca e chi mente. Un sogno di gusto che in molti lidi pugliesi non è più permesso, a causa dei divieti di introdurre cibo in spiaggia spuntati dal Gargano al Salento. Sono tantissimi i bagnanti che continuano a raccontare sui social le loro spiacevoli esperienze, lamentando di esser stati bloccati all’ingresso degli stabilimenti balneari dai gestori e non esser riusciti a mettere un piede sulla sabbia per via di una borsa frigo o addirittura una bottiglietta d’acqua portata da casa.
Una mamma ha denunciato che le sarebbe stato vietato di entrare in spiaggia con una borsa frigo al cui interno vi era il pasto senza glutine per la sua bimba celiaca di 10 anni. La vicenda ha infuocato il web e scatenato le polemiche. Sul tema non si è fatta aspettare la replica di Federconsumatori Puglia, che ha definito tali divieti del tutto illegittimi. L’associazione di categoria ha ribadito che vi è una precisa norma prevista dall’Ordinanza Balneare 2024 della Regione Puglia, che sancisce come sia sempre consentito, sulle spiagge e sulle aree demaniali, introdurre e consumare alimenti o bevande, anche se non acquistati in loco”. L’avvocatessa Mariangela Ghergo, presidente Federconsumatori Puglia, ha ricordato inoltre che le società che gestiscono i lidi esercitano la loro attività sul demanio pubblico in concessione e non sono proprietari di nessun suolo, motivo per cui non possono arrogarsi alcun diritto in merito. Abbiamo chiesto ai baresi che ne pensano della questione e da che parte stanno.




