Quanto accaduto ieri sera nel carcere di Bari “non è stata né una rivolta né una protesta e non ha a che fare con il sovraffollamento”. “Quattro detenuti, due dei quali alticci, hanno forzato l’ingresso della cella ed essendoci un solo agente della polizia penitenziaria, hanno avuto gioco facile”. È quanto apprende l’ANSA da fonti qualificate interne all’istituto di pena barese dove ieri si sono vissuti momenti di tensione risolti “senza l’uso della forza”. Secondo quanto ricostruito, nel gruppo di reclusi, tutti di nazionalità italiana, ce ne sono due con problemi legati a dipendenze da droghe e alcol: i quattro sono stati trasferiti già nel corso della tarda serata di ieri, in quattro differenti carceri pugliesi. “I piani di emergenza locale e regionale attivati entrambi in tempo reale, hanno dato buoni risultati”, chiariscono dal carcere. Intorno alle 20 è scattata “una azione di opposizione” da parte dei detenuti che hanno “colpito il poliziotto, rimasto lievemente ferito, e sottratto il carrello all’infermiere che stava distribuendo e somministrando le terapie”. L’operatore sanitario, secondo quanto riferito, è rimasto bloccato nella sezione, chiusa a scopo precauzionale, che è stata riaperta quando il numero di personale è stato sufficiente a garantire anche la sua incolumità.
Sono serviti alcuni minuti per organizzare l’intervento perché “tra le ferie e il sottodimensionamento di organico è stato necessario chiedere rinforzi al personale che era fuori servizio o agli agenti di altri istituti di pena”, fanno sapere fonti carcerarie ricordando che nella casa circondariale di Bari mancano 90 agenti mentre le “46 poliziotte, seppur brave ed eccezionali nello svolgimento del loro lavoro, non posso essere impiegate nelle sezioni maschili”. Il carcere di Bari, costruito nel 1920, è ormai obsoleto e non ha spazi adeguati. “Pur volendo aumentare le ore di passeggio per i detenuti mancano le aree: attualmente ci sono dei simil marciapiedi senza neppure un albero e con il caldo di questi giorni è stato terribile. Servirebbero anche zone per la ripartizione e la separazione dei detenuti per poter svolgere attività, ma non ce ne sono”, evidenziano dall’istituto di pena. “Sarebbe opportuno che l’agenda politica metta all’ordine del giorno la realizzazione di un carcere nuovo per Bari perché non ci sono sufficienti fondi di Stato utili a migliorare l’attuale struttura”, la richiesta.





