La Procura di Bari ha disposto una nuova consulenza sul corpo di Maria Arcangela Turturo, la 60enne di Gravina in Puglia morta sabato notte e per il cui omicidio (aggravato dalla premeditazione e dal rapporto di parentela) è stato fermato il marito, il 65enne Giuseppe Lacarpia. L’accertamento, consistente in una consulenza ortopedica, è stato disposto “per accertare quanto necessario ai fini della ricostruzione dei fatti”. Ieri, sul corpo della donna, era stata effettuata l’autopsia da parte del professor Antonio De Donno dell’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari.
Oggi, invece, si è svolta l’udienza di convalida del fermo di Lacarpia, che attualmente si trova in ospedale a causa di una caduta dal letto della sua cella avvenuta ieri pomeriggio. Per questo il suo interrogatorio è stato rinviato. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la notte tra sabato e domenica Lacarpia – di ritorno da una festa in famiglia – avrebbe dato fuoco alla macchina in cui si trovava ancora la moglie e poi, quando la donna ha provato a fuggire, l’avrebbe bloccata a terra tentando di soffocarla. Turturo è poi morta nell’ospedale di Altamura in cui era stata ricoverata, prima ha rivelato che l’autore del delitto era il marito ad un poliziotto e alla figlia.





