Il direttore sportivo del Bari Giuseppe Magalini ieri sera è stato nostro ospite nel corso del Tb Sport serale in diretta dal Teatro Forma. Queste le sue parole.
CARATTERE: “Non mi piace particolarmente la troppa esposizione mediatica, ma quando c’è da parlare non mi tiro indietro. Sono sempre a disposizione di tutti, non mi nascondo. A me piace lavorare in silenzio e sul campo. Seguo personalmente da vicino i calciatori e non mi fido degli algoritmi e di altri strumenti di questo tipo. Con Di Cesare giriamo i campi e sono contento di averlo al mio fianco perché mi aiuta molto nei rapporti con la squadra”.
AVVIO DI STAGIONE: “La classifica è un po’ bugiarda ma non dobbiamo usare queste attenuanti perché dobbiamo ricominciare a vincere e a fare punti, serve essere più concreti da questo punto di vista. Se abbiamo solo 10 punti abbiamo delle responsabilità. Siamo convinti di aver costruito una squadra con valori importanti e completa in tutti i reparti. I calciatori avremmo voluto prenderli prima ma il mercato è sempre difficile di questi, poi ci sono i vari fondi stranieri che lo stanno ‘drogando’ a livello di quotazioni. Non so dove arriveremo, ma c’è consapevolezza nei nostri mezzi”.
RIGORE NON CONCESSO E NON RIVISTO AL VAR: “Come società ci siamo fatti sentire ai piani alti per avere chiarimenti, ci hanno chiuso la porta in faccia. avremmo preferito ricevere risposte chiare e oneste, ma dobbiamo essere superiori e guardare avanti”.
SFIDA CON IL CATANZARO SUA EX SQUADRA: “Ho passato due anni molto belli ma non sono preoccupato dell’avversario, penso solo a conquistare i 3 punti. Non conosco i loro problemi ma so bene che hanno un organico importante”.
MERCATO DI GENNAIO: “Al momento non ci pensiamo perché non riteniamo di avere mancanze in rosa. Ma da qui a gennaio può accadere di tutto come infortuni o cessioni che possono stravolgere l’equilibrio”.
GIOCATORI: “Mi ha colpito molto Obaretin. E’ giovane e ha ancora l’errore in canna ma ha grandi qualità e spero di vederlo in campo con più continuità”.
LONGO: “Non ci avevo mai lavorato assieme prima ma in passato avevamo avuto qualche contatto. Sono contento di averlo portato qui a Bari perché era la mia prima scelta e sta sviluppando la nostra idea di calcio”.







