I panini prima della scuola, il confronto sui problemi del rione, un aiuto concreto a chi ne aveva bisogno e il sorriso per tutti. Sono dolcissimi i ricordi che si affollano da qualche ora nei cuori dei residenti della città antica. Bari vecchia dice addio a Pasqua (per tutti Pasquina) Fanelli, storica titolare della salumeria di strada del Carmine, che per anni ha servito i residenti nella sua bottega, prima che il centro storico venisse preso d’assalto da B&B e turisti. Pasquina aveva 89 anni.
A ricordarla è il circolo Acli Dalfino guidato da Michele Fanelli. “Bari Vecchia piange la scomparsa di una sua figlia, emblema della genuina baresità – sono le parole commosse – per noi barivecchiani era ‘Pasquine la ceghiese’, per una vita titolare di una gloriosa e storica salumeria. La salumeria di Pasquina era un vero e proprio punto di riferimento dell’intero quartiere, dove le donne si incontravano e ‘facevene u cerighie‘, discutevano tra loro dei problemi sociali e di povertà assoluta di tante famiglie”. Non mancava mai l’aiuto concreto a chi ne aveva bisogno. “Lei è stata sempre solidale con tutti, specie con i più bisognosi – continua Fanelli – e a tutti regalava il suo dolce sorriso. Aveva nel suo Dna Bari vecchia, la veracità e custodiva il dialetto in disuso”. Un’esistenza carica “di amore, passione” e salvaguardia delle tradizioni.
Tra i ricordi anche quello di un altro barivecchiano doc, Michele Cassano. “Da lei passavamo a prendere i panini prima di andare a scuola”, un rito che ha il sapore di un tempo andato, nell’istantanea sbiadita della piccola salumeria di via Carmine, diventata oggi la più attrattiva strada dei souvenir.








