Una scultura in marmo, di oltre due metri d’altezza. È l’ultima opera realizzata e istallata nel giardino della sua abitazione, un lavoro di lodevole fattura che si aggiunge alla preziosa collezione nella casa-museo. Artista-contadino turese, il maestro Francesco Valentini, classe 1935, dedica l’esistenza alle bellezze artistiche nonostante tante avversità. Sebbene la vita spinga in altre direzioni, Francesco, avvezzo alle attività manuali sin da bambino, non demorde: un’attitudine profonda verso l’artigianato osteggiata dalla famiglia poiché le braccia di un giovane erano destinate alla fatica dei campi, poi è arrivata la carriera militare e l’unione coniugale. La passione però arde dentro, indomabile, e con l’età pensionistica l’estro creativo si riaffaccia prepotente, brucia la voglia indicibile dell’arte, il desiderio dell’uomo ancora vivo di regalarsi emozioni. E manufatti lignei, sculture con pietra pugliese e intagli.
Corre il 1998. Finalmente le mani del Maestro possono dedicarsi interamente all’arte: lo stemma araldico della sua città, Turi, è solo la prima di tante opere che verranno. Negli anni, difatti, prende forma una casa-museo e il giardino si trasforma in una vera galleria a cielo aperto. Oltre un quarto di secolo ma Valentini sembra non averne mai abbastanza e, nel 2024, inaugura l’ennesimo rilievo. Si tratta nel dettaglio della trasfigurazione de “La nascita della Venere” del Botticelli, una reinterpretazione singolare che coniuga la classicità del mito all’esperienza personale. L’idea di scolpire la Venere del celebre pittore fiorentino affascina da sempre Valentini, artista ottuagenario ma con la voglia sempreverde di creare.
È dunque con il marmo di Carrara, la roccia calcarea proveniente dalla Cave di Michelangelo, che lo scultore intraprende il suo viaggio: occorreranno quasi due anni per “rivisitare” la dea dell’amore posta sulla valva della conchiglia. La novità sono gli inediti delfini e i pesci coreografici a sostegno del corpo della donna. La volontà di una mostra-evento, a completamento dell’opera, per esporla al mondo: così, a distanza di tre anni dall’ultima apparizione pubblica, nella cornice del castello di Monopoli, Valentini svela la nuova realizzazione, la sua “nascita della Venere”, in una personale dal titolo Botticelli & Valentini, presentata ieri, a Turi, alla presenza di istituzioni e concittadini. Si allarga dunque la bellissima collezione dell’artista-contadino. Adesso la Puglia può vantare la sua Venere botticelliana.








