Asfalto rotto, lavori appena conclusi che già necessitano di nuovi interventi, radici di alberi che sfondano i marciapiedi. E aziende che a più riprese scavano dove già si era scavato qualche mese prima. Causando diverse noie a ciclisti, motociclisti, automobilisti e pedoni che si ritrovano strade insicure e che alla lunga provocano danni pesanti ai propri mezzi. Un problema che attraversa senza distinzione tutte le zone di Bari, da San Pasquale al Libertà, da Poggiofranco a Carrassi poi in centro fino al San Paolo. Ma perché cedono così in fretta i manti stradali? E perché non c ‘è continuità nei lavori delle diverse aziende e quindi i continui rappezzamenti? Le risposte a questa domanda sono tante e dipendono da diversi fattori. Bari è un cantiere a cielo aperto. tra interventi di riqualificazione delle infrastrutture e delle reti di servizi. Ma qui c ‘è il primo problema, quello dei subappalti, cioè quando un’azienda di luce, gas, acqua, fibra e internet si aggiudica il bando per effettuare lavori sulle reti sotterranee e le affida a un ‘impresa terza.
Ma questa può dare parte dei lavori ad un’altra ditta edile. Un lungo domino di affidamento dei lavori che incide sulla qualità della resa. Infatti già nel gennaio scorso l’allora sindaco di Bari. Antonio Decaro, si era esposto in video sui social, in una invettiva contro i lavori pessimi sul manto stradale, nei confronti delle aziende che dopo aver scavato tappano male i buchi con l’asfalto.
E poi ci sono i marciapiedi rotti per la mancata manutenzione, e le radici degli alberi che sbucano dalle strade con buona pace degli ammortizzatori e della sicurezza del traffico. Ma anche pozzetti traballanti e verde pubblico abbandonato. E sono tanti i cittadini che lamentano rattoppi pericolosi, strade sconnesse e piene di detriti o non asfaltate interamente. Buche, rattoppi e avvallamenti che mettono a repentaglio la sicurezza di chi attraversa ogni giorno le vie della città con ogni mezzo. Situazioni che il Comune conosce bene e ora con la nuova Amministrazione si pone come sfida per i prossimi anni.




