Per Antonio Decaro non c’era nessuna causa di ineleggibilità alla carica di membro del Parlamento Europeo. A dirlo è la Quinta Sezione Civile della Corte di Appello di Napoli, chiamata a pronunciarsi dopo il ricorso presentato da Donato Cippone lo scorso 22 luglio 2024. “La Corte, definitivamente pronunciando – si legge nella sentenza – rigetta il ricorso e condanna Donato Cippone a rifondere le spese processuali, che liquida nel complessivo importo di 12.650 euro, oltre agli eventuali ulteriori accessori”.
Nella sentenza sono spiegate anche le motivazioni del rigetto, spiegando che per i sindaci di comune con popolazione superiore a 15mila abitanti esiste sì una incompatibilità, che viene però rilevata solamente nel caso in cui gli eletti non dichiarino di optare per l’una o per l’atra carica entro 30 giorni. Una ricostruzione della norma che esclude, secondo i giudici Paola Celentano e Caterina Molfino, rispettivamente Consigliere estensore e Presidente della sezione, che possa essere applicata dunque l’ineleggibilità.
Ad assistere Decaro è stato l’avvocato amministrativista Nicola Dentamaro, nel collegio difensivo con la prof.ssa Marida Dentamaro e che, tra le altre cose, segue anche l’attuale Sindaco di Bari Vito Leccese, in un altro procedimento, sempre relativo a una presunta ineleggibilità richiesta dallo stesso Cippone, sulla quale in questo caso il Tribunale di Bari dovrebbe pronunciarsi di qui alla fine dell’anno.




