Uno stop di 15 giorni, notificato dalla Polizia al Bar Piccolo di via Cognetti, a partire da domani. Un provvedimento – destinato a fare discutere – emesso dal Questore per motivi legati a “risse” e “spaccio”, allarmi sociali più volte segnalati dai residenti dell’Umbertino, tanto da portare il Comune a emanare un’ordinanza per contenere gli effetti della ‘malamovida’. Ma la titolare del Piccolo non ci sta e – assistita dai suoi legali – si difende. “Non possiamo controllare noi quello che succede per strada – dichiara a Telebari – La repressione della criminalità non è compito nostro”.
La Polizia ha notificato oggi ai titolari del Piccolo, noto punto di ritrovo dell’Umbertino, il provvedimento emesso dal Questore di Bari che dispone la sospensione della licenza di somministrazione di alimenti e bevande. “Nel corso degli specifici servizi di controllo effettuati dalla Divisione di Polizia Amministrativa della Questura di Bari, ed a seguito di interventi presso il locale effettuati dai militari dell’Arma dei Carabinieri, è emerso che l’operatività del pubblico esercizio costituisce pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica – si legge nella nota della Polizia – Negli ultimi mesi, infatti, in diversi episodi sono state sequestrate dosi di sostanze stupefacenti a carico degli avventori del locale; costante il perpetrarsi di azioni delittuose, tra cui risse, e l’abituale presenza di individui gravati da segnalazioni di polizia e precedenti penali, nonché assuntori di sostanze stupefacenti. Con l’avvenuta notifica del provvedimento, il locale resterà chiuso al pubblico per la durata di 15 giorni”.
La titolare del Bar Piccolo, Nadia Leone, assistita dai suoi avvocati, ricorda che è stata chiusa “un’attività che ha 9 dipendenti regolarmente assunti da 10 anni, che ora resteranno a casa”. Il clima che si respira ormai da mesi intorno alle attività commerciali dell’Umbertino sta facendo crollare i fatturati fino al 70 per cento, sottolinea, e questo porterà a licenziamenti. “Quanto ci viene contestato – commenta a caldo Leone a Telebari – è successo per strada, e noi non possiamo controllare ciò che accade all’esterno del locale”. Nel caso della rissa, poi, le prime vittime sarebbero stati “proprio i clienti del locale”. “La repressione della criminalità o della microcriminalità non è compito nostro”, è la linea della difesa.







