“Attendo di leggere il provvedimento, ma posso dire che abbiamo scongiurato l’ipotesi più nefasta: quella dello scioglimento degli organi di rappresentanza. Finalmente la città ritorna a vedere una prospettiva di crescita, puntando soprattutto sulla reputazione che era stata in qualche modo messa in discussione con l’avvio del procedimento. Bari può dirsi risollevata rispetto a questa etichetta di città mafiosa che, ovviamente, non faceva né onore né giustizia alla città”. Questo il commento del sindaco Vito Leccese alla notizia, trapelata nella serata di ieri, riferita al fatto che il Comune di Bari non sarà sciolto per infiltrazioni mafiose. Sarebbe questa, infatti, la decisione del ministero dell’Interno successiva al lavoro d’indagine svolto dei commissari a Palazzo di Città. I provvedimenti del ministro Matteo Piantedosi riguarderebbero solo il commissariamento di due municipalizzate, che si aggiungono ad Amtab già in amministrazione giudiziaria dal 26 febbraio 2024.
“Vedremo i contenuti del provvedimento – sottolinea ancora Leccese – verificheremo che tipo di dispositivo conterrà il provvedimento del ministro rispetto a un controllo esterno sugli atti dell’amministrazione e sugli atti delle società partecipate, ma personalmente mi sento più risollevato. Mi sento molto soddisfatto, perché finalmente la città vive una giornata di riscatto: tutto ciò che abbiamo vissuto, a partire dagli inizi di marzo del 2024, non faceva giustizia a una città che è cresciuta tantissimo negli ultimi 20 anni. Ci sono delle zone grigie, ma c’è tutto l’interesse da parte dell’amministrazione di scavare profondamente in questo grigio per rimuovere tutto ciò che c’è di marcio o di illegale. Il commissariamento di altre due municipalizzate? Il termine ‘commissariamento’ non è previsto nella normativa specifica. Quindi, come ho detto, aspetto di leggere il provvedimento del ministro”.
“L’articolo 143 del TUEL parla di interventi di risanamento delle articolazioni dell’amministrazione comunale, quindi può darsi che venga disposto un intervento di questo tipo – spiega ancora il sindaco – Se così fosse l’amministrazione deve non solo, sul piano operativo, consentire questo risanamento, ma potrebbe anche essere affiancata da una struttura di supporto disposta dal prefetto. Però oggi parliamo di una notizia informale, quindi è opportuno aspettare e leggere i contenuti del provvedimento. Chi doveva controllare non ha controllato bene? Il fatto che ci siano state delle presenze all’interno di alcune società partecipate è emerso in modo eclatante durante l’inchiesta Codice Interno, ma è merso anche che sono fatti molto circoscritti, che non c’è stata pervasività da parte della criminalità organizzata: questo sì, avrebbe comportato lo scioglimento, così come prevede la legge, del Consiglio comunale degli organi di rappresentanza”.
“Il Comune di Bari non è stato sciolto. Che non ci fossero i presupposti per lo scioglimento l’abbiamo sempre saputo. Eppure abbiamo subito un linciaggio mediatico indecente. Non parlo di me. Ma Bari e i baresi non meritavano, per quasi 12 mesi, di essere scaraventati su giornali, le tv, i social e persino sui cartelloni in città, accostati alla parola “mafia”. Un danno che nessuno mai potrà risarcire”. Inizia così un lungo post pubblicato nella tarda mattinata di oggi sui social da Antonio Decaro, attualmente eurodeputato, attraverso il quale l’ex sindaco commenta la notizia.
“Per questo oggi non canto vittoria – aggiunge subito Decaro -. Questa storia, da qualsiasi angolazione la si guardi, è stata una sconfitta. E provo anzi un dispiacere profondo, perché mio malgrado, di questa sconfitta, sono stato la causa. Forse è per battere me alle elezioni, infatti, che qualcuno aveva deciso di sacrificare il nome della nostra città. Intendiamoci, a Bari la mafia esiste. Io non ho mai avuto paura di dirlo. Perché io non ho mai avuto paura di sfidarla, la mafia, a viso aperto e a testa alta. E se non è stato abbastanza chiedo scusa ai baresi. A tutti i baresi, tranne a quelli che ancora provano a lucrare consenso su un provvedimento del Governo che nemmeno conoscono”.
E ancora: “Bari non si scioglie, titolano i giornali oggi – conclude l’ex sindaco -. È vero, Bari non si scioglie, anzi, rinasce più solida, più forte e coraggiosa di prima. E la stragrande maggioranza dei suoi cittadini continuerà a scegliere di stare dalla parte giusta: contro la mafia, contro i criminali. È per loro che oggi, dopo un anno di accuse strumentali, posso tornare a respirare. È anche uscito il sole. È una bella giornata, Bari”. Le parole di Decaro arrivano dopo quelle dell’attuale sindaco Vito Leccese.
Sul tema è poi intervenuto il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, al suo arrivo a Bari per il convegno ‘La destra di governo di Tatarella. A 30 anni dalla nascita di Alleanza Nazionale’. “Ho letto i titoli” dei giornali “che annunciano l’ipotesi d’interventi sulle aziende municipalizzate” a Bari. “Attendiamo la ufficializzazione, perché mi pare che siamo ancora a livello di anticipazioni di stampa. Se cosi fosse si getterebbe un’ombra inquietante sulla gestione delle amministrazioni locali che si sono succedute a Bari, al Comune, negli ultimi anni. Mi pare che siano due o tre” le municipalizzate investite da questo problema, ha evidenziato, “le vedremo dagli atti che io al momento non posseggo”. “Lì – ha concluso – si discute di assunzioni di cugini, parenti, personaggi vari, incontri negati, ma ipotizzati, con boss”.





