Un Topolino che improvvisamente parlerà il dialetto barese, così bene che per i lettori nati a Bari sembrerà scorrere con gli occhi una conversazione tra amici cresciuti sotto il lampione del lungomare. E poi arriverà anche Paperino, magari insieme a Pippo, con la stessa cadenza. Sì, perché mercoledì 2 aprile 2025 verrà lanciata una edizione straordinaria del famoso “Topolino”, il periodico a fumetti che dal 1949 non ha mai smesso di appassionare intere generazioni con i suoi amati personaggi Disney: la Panini, infatti, ha annunciato che la rivista fumettistica, in quella data, verrà stampata in barese, romanesco, torinese e veneziano.
Da ieri e fino al 16 marzo è possibile preordinare sul sito internet Panini e in fumetteria le cinque versioni speciali di Topolino Magazine 3619: nazionale (con storia in italiano), barese, romanesco, torinese e veneziano. Il preordine per la copia con la storia nel dialetto della singola regione può essere effettuato anche nelle edicole di Puglia, Lazio, Piemonte e Veneto. “Per le modalità e i tempi – spiegano da Panini – rivolgetevi pure al vostro edicolante di fiducia”.
La nuova uscita dialettale segue quella del 17 gennaio scorso, giorno in cui Topolino, in occasione della 13esima Giornata nazionale del dialetto, fu ‘visto’ parlare altri quattro dialetti italiani. Un traguardo storico per il settimanale a tema Disney che, dopo più di 3600 numeri, ha voluto dare spazio alla lingua dialettale. E dopo il grande successo riscosso tra i fan del celebre fumetto, tra numeri polverizzati in un attimo e collezionisti alla disperata ricerca della particolare edizione, la casa editrice modenese ha voluto ripetere la pubblicazione in vernacolo. Un esperimento simpatico, ma allo stesso tempo culturale: oggi il dialetto, rispetto agli anni passati, è dagli esperti considerato un’importante identità storico-culturale, un patrimonio da valorizzare.
Il lavoro sulle edizioni dialettali di Topolino è stato coordinato da Riccardo Regis, professore di linguistica italiana ed esperto di dialettologia, il quale ha diretto un gruppo di linguisti. E per chi avrà la curiosità di conoscere il nome di chi ha trascritto il dialetto barese, basterà sfogliare la rivista. Un Topolino, dunque, che per un giorno darà l’impressione di essere cresciuto tra polpi e sgagliozze, ma anche ai piedi del Colosseo, della Mole Antonelliana o in piazza San Marco.







