Un racconto di una Puglia autentica e intima è ancora possibile. Nel pieno delle celebrazioni di un Carnevale festoso, quando le chiome e le piazze sono invase da coriandoli, quando le casse sparano tormentoni pronti per essere ballati con le movenze dettate dai social c’è chi sceglie, a pochi metri da tutto questo, di fare un regalo intimo all’anima.
Polignano a Mare era in festa, domenica scorsa: code chilometriche per accaparrarsi il panino con il pesce da condividere con lo schermo del proprio smartphone, gli abiti della domenica erano stirati alla perfezione. Nella Lama Monachile, però, uno spettacolo di tutt’altro genere ha catturato l’attenzione di qualche passante. Ai piedi della statua di Domenico Modugno, abbassando il proprio tono di voce, si riusciva a sentire una voce provenire dagli scogli: un vero e proprio cantante misterioso.
Berretto nero, giacca a vento e lo sguardo rivolto verso il blu dipinto di blu. Non un cestino dove raccogliere gli spiccioli, non un cartello pubblicitario che potesse accrescere il numero di follower. Solo una gran bella voce, non potente ma forte abbastanza da far sembrare il caos distante anni luce. Un repertorio inaspettato da Amy Winehouse a Dido, da i Tears for Fears a John Lennon.
Un unico duetto, nel repertorio: con le onde del mare e con le rocce della meravigliosa Polignano. Il pubblico non interferisce, la gratitudine viene espressa con qualche occhio lucido, un navigante decide di virare verso la costa e anche qualche delfino fa capolino. La magia è ancora possibile, è invisibile agli occhi ma non al cuore.







