Il punto di partenza delle indagini è stato l’attentato incendiario contro l’auto del comandante della polizia locale di Minervino Murge, avvenuto il 30 settembre 2024. Da lì, i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Trani hanno messo insieme i pezzi di un puzzle, evidenziando come nel corso delle operazioni di abbattimento – conseguenti a una specifica ordinanza sindacale – di alcuni cinghiali ibridati, un uomo avrebbe proferito frasi minacciose e intimidatorie nei confronti dell’operatore incaricato dell’attività. L’uomo, che era proprietario dei cinghiali ma li lasciava in libertà, con pericolo di cittadini e automobilisti transitanti nella zona, avrebbe anche commentato l’abbattimento sui social network, accompagnando le foto degli animali soppressi con commenti forti nei confronti dei responsabili.
Ora, quindi, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Trani, su richiesta della locale Procura, ha adottato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo originario di Canosa di Puglia, ma residente a Minervino Murge, classe 79 e pregiudicato: è fortemente indiziato di gravi minacce nei confronti della sindaca di Minervino Murge, del comandante della Polizia locale dello stesso Comune e di un pubblico ufficiale in servizio all’Atc (Ambito territoriale di caccia) di Bari. L’uomo deteneva illegalmente armi.
Le indagini, a ogni modo, non hanno consentito di acclarare un coinvolgimento dell’arrestato nell’attentato incendiario consumato ai danni dell’autovettura del comandate della Polizia municipale. È stato condotto nel carcere di Trani, a disposizione dell’autorità giudiziaria.







