Bari festeggia il suo Carnevale: una tradizione che non si deve e non si vuole perdere. L’usanza del carnevale barese nasce nel dopoguerra, tramandando, ancora oggi, il vezzo della sua storia, dell’identità, che non solo vive di un’eredità enogastronomica, ma anche di racconti di vite vissute che si perpetuano ancora con molta forza, tra i vicoli della città, con le sue tipiche maschere popolari. Il funerale di ‘Zii Rocche’ è una tradizione desiderata dal popolo, nata nel 1950 nel dopoguerra: un carnevale dove tutto diventa alla rovescia, il pianto diventa riso, i fiori diventano ortaggio.
Attraverso Zii Rocche, di anno in anno, si rinnova la gioia del carnevale, rimanendo il collegamento della tradizione carnevalesca barese. Il corteo, colorato dagli sbandieratori di San nicola e a ritmo dei tamburi, è partito dalla cattedrale e ha percorso alcune delle strade più simboliche del borgo antico fino a giungere nel sottano del circolo Acli Dalfino, luogo in cui è stata allestita la tomba di ‘Zii Rocche’ adornata in maniera molto caratteristica, con mandarini, pomodori, finocchi e il fantoccio benedetto con i coriandoli.
Il corteo ha visto la partecipazione di numerose associazioni locali, i panificatori che hanno realizzato i calzoni di cipolla, i musicisti, enti che si occupano, di inserimento socio-lavorativo delle persone fragili e che hanno voluto lasciare un segno per intraprendere un cammino di riparazione ed emancipazione umana, contribuendo a rendere l’evento ancora più speciale. Presenti, tra gli altri, la presidente del Municipio I Annamaria Ferretti e il sindaco della notte Lorenzo Leonetti.




