Il mondo dello sport piange Bruno Pizzul, storica voce del giornalismo sportivo italiano. Avrebbe compiuto 87 anni sabato. È stato il telecronista delle notti magiche del Mondiale 1990 e dei rigori di Pasadena quattro anni dopo, raccontato le partite dell’Italia per 16 lunghi anni.
Nel 2012 Telebari ebbe l’onore di ospitarlo in collegamento telefonico all’interno del programma Tempi Supplementari, ideato e condotto da Alvise Cagnazzo. L’intervento di Bruno Pizzul fu una vera e propria lezione di giornalismo: “Negli anni passati era più facile imporre la propria voce – le sue parole – perché eravamo soli. Adesso c’è una tendenza ad enfatizzare l’evento, una sorta di moda comunicativa. Un po’ di moderazione non guasterebbe”.
“Se c’è una cosa di cui sono orgoglioso – conclude Pizzul – è aver fatto questo lavoro senza prendermi troppo sul serio. Fare il telecronista, anche della Nazionale, è un lavoro insidioso, può indurti a sentirti personaggio. Invece bisogna dare la giusta misura a quello che fa. Mai prendersi troppo sul serio, atteggiarsi a personaggio è pericoloso. Mantenere la propria spontaneità è una dote fondamentale a livello comunicativo”. Di seguito l’intervista completa.







