Imbrattata la facciata della chiesa di San Francesco d’Assisi a Bitonto, proprio alla vigilia della Settimana Santa. Un nuovo atto vandalico in città, dopo i fuochi d’artificio sparati al piedi della Cattedrale. Sono più di una le scritte lasciate con lo spray rosso sul monumento trecentesco, uno sfregio al patrimonio culturale e alla memoria storica di Bitonto. Per giunta, proprio da quella chiesa usciranno le statue della processione dei Misteri, Venerdì santo (18 aprile). Un affronto per i bitontini, come evidenziato in una nota dal Centro ricerche di storia e arte – Bitonto: “Si tratta di scritte assai invadenti ed evidenti – fanno sapere – davvero una brutta immagine per la città e i suoi gioielli culturali. Imbrattano questa splendida testimonianza del nostro patrimonio culturale, costituendo un affronto all’arte e alla nostra comunità tutta”.
Proprio il Centro ricerche ricorda quanto accaduto di recente sotto la Cattedrale, l’episodio dei fuochi d’artificio denunciato anche dal sindaco Francesco Paolo Ricci: “Fuochi d’artificio lanciati da privati nei pressi di opere d’arte o nel cuore del centro storico, come si è potuto tristemente notare in un video difuso sui social, con la nostra cattedrale romanica messa a rischio”. Ora a essere presa di mira è stata la chiesa di San Francesco d’Assisi, da dove prenderà il via la processione dei Misteri: “Quella chiesa è il luogo dove l’arte e la religione si intrecceranno nel simbolismo di una tradizione secolare – continuano dal Centro ricerche storia e arte – Bitonto – Questo atto, oltre a essere un attacco alla nostra memoria storica, rappresenta un oltraggio nei confronti di tutta la comunità, tanto più se quest’anno, in quel luogo, con spirito di devozione, avverrà una delle manifestazioni più sentite e profonde della città”. Bitonto non deve restare con le mani in mano: “Chiediamo a tutti i cittadini di unirsi nel difendere ciò che è nostro, non solo per amore della bellezza, ma anche per il rispetto delle generazioni passate e future che dovranno poter godere delle stesse ricchezze culturali che ci sono state tramandate”, continuano dal Centro ricerche. Che si mette a disposizione anche delle istituzioni, “per porre un argine a questi gravi problemi e al malcostume dilagante; è nostro dovere proteggere la memoria storica di Bitonto e reagire a simili atti con determinazione, ma anche con lucidità e civiltà”.







